Carretera Austral: Da Coyhaique a Puerto rio Tranquilo (2°parte)

Sesta tappa: Coyhaique

Dopo una breve tappa a Puerto Aysen, per fare rifornimenti, ci rimettiamo subito in marcia ed arrivati a Coyhaique ci prendiamo una pausa. Questo è l’unico centro abitato che si può definire ”città” di tutta la Carretera Austral.
Non c’è molto da fare
in realtà, ma tutti quelli viaggiano sulla carretera passano da qui. La piazza è piena di mochileros che riposano e bivaccano in attesa di ripartire.

Pubblicato da Mondeando su Giovedì 22 febbraio 2018

Ci accampiamo in un free-spot ma dopo un giorno ci spostiamo in un camping più attrezzato, con una bella vista sulla valle Simpson. Accampati qui ci sono tanti altri ragazzi, con cui condividere consigli e aneddoti sulle future tappe.

Finalmente riusciamo anche a farci una doccia! In totale ci fermiamo 3 notti a Coyhaique, abbastanza per racimolare le energie in vista dei prossimi giorni, che saranno di trekking.

Pubblicato da Mondeando su Giovedì 22 febbraio 2018

Settima tappa: Coyhaique – Cerro Castillo.

Mi metto alla guida del van di Maayan. Il tratto della carretera austral appena fuori dalle porte di Coyhaique è davvero spettacolare. Montagne morbide e sinuose fanno da cornice ad una valle collinosa che nel tardo pomeriggio, al calar del sole, si tinge di un giallo intenso, punteggiata da varie balle di fieno, pioppeti, fattorie, piccoli villaggi di legno.

Una lingua di asfalto nero pece disegna la strada verso le montagne più alte, che iniziano a intravedersi all’orizzonte. Il paesaggio muta considerevolmente, boschi, e cime innevate fanno adesso da padrone. Mentre attraversiamo la Reserva Nacional Cerro Castillo abbiamo anche la fortuna di avvistare un raro cervo di Huemules, che ci attraversa la strada. In questo momento mi sento per davvero in una terra selvaggia.
La Carretera Austral che mi sono sempre immaginato inizia qui.

Passiamo anche dall’intersezione della Ruta 7 per la laguna Chuguay, dove partono i trekking di 4 giorni nella riserva; ma noi opteremo per quello di due giorni, dato che siamo in 4 più un cane.

Iniziamo una discesa a tornanti, con il sole che ci batte in faccia ma che lentamente inizia a sparire dietro le montagne. Quando finalmente riusciamo a vedere qualcosa, davanti a noi si palesa tutta la maestosità delle cime del Cerro Castillo, con i suoi ghiacciai perenni e le viste sconfinate sulla Patagonia.

Pubblicato da Mondeando su Lunedì 5 marzo 2018

Ci accampiamo quindi vicino all’entrata del parco a Villa Cerro Castillo, così da poterci svegliare prima delle 7:00 del mattino per entrare senza pagare. Purtroppo quasi tutti i terreni della Patagonia cilena sono privati, (un’eredità di Pinochet) e alcuni proprietari fanno pagare anche il solo passaggio sulle loro terre.

Ottava tappa: 2 giorni di Trekking a Cerro Castillo.

Ci svegliamo alle 5:00, alla casetta dove bisognerebbe registrarsi e pagare non c’è nessuno, come previsto, ma in compenso ci sono tanti altri furbetti come noi che l’hanno pensata uguale. La prima ora di trekking è abbastanza semplice, serve a prendere confidenza con il territorio e capirne le potenzialità naturalistiche.

Proseguendo, la salita inizia a farsi più ripida e rocciosa fino a raggiungere il mirador della laguna: alla fine saranno 3:30 le ore necessarie per raggiungerla. Che spettacolo! Davanti a me il Cerro Castillo completamente sgombro di nuvole, con la laguna ai suoi piedi che risplende di un azzurro vivo e brillante. Mentre alle nostre spalle si apre una vista sterminata su tutta la regione: si vede perfettamente qualsiasi cosa a distanza di centinaia di chilometri. Laghi, montagne, il nulla, il vento, la sensazione di essere in uno dei posti più remoti della terra

Pubblicato da Mondeando su Lunedì 5 marzo 2018

Raggiungiamo la laguna; il sentiero non è ben segnalato, ma con Maps.me è impossibile perdersi. Fill e Giulia decidono di tuffarsi nelle gelide acque, come segno di sfida alla natura. Io rimango con Chai a guardarli increduli.

Proseguiamo ancora per qualche chilometro e montiamo la tenda in uno spiazzo, dove ci troviamo un’altra ventina di tende. Uno dei posti più incantevoli dovo abbia mai campeggiato.
Mi appresto ad affrontare la notte consapevole che l’alba che verrà sarà una delle più importanti della mia vita. Qui festeggerò infatti il mio anno di viaggio, e non potrei desiderare di essere in posto migliore.

La notte è fredda, ma l’alba è qualcosa di commovente: me la godo tutta dall’interno della mia tenda, ammirando le cime che pian piano diventano rosa e il solo rumore del fiume a rompere il silenzio. Ci scaldiamo un mate e io parto per una mezza giornata di trekking con Fill, mentre le ragazze si incamminano verso la strada del ritorno. Altri boschi millenari, altri fiumi da guadare, altri ghiacciai da ammirare… La natura può diventare una droga della quale non riesci più farne a meno. Vorrei rimanere qui qualche giorno in più, ma non è possibile: quando si viaggia in gruppo bisogna pur accettare qualche compromesso.

Nona tappa: Villa Cerro Castillo – Puerto Rio Tranquilo

Oggi siamo totalmente in balia degli eventi. Io e Fill ci separiamo da Giulia e Maayan e dal van. Ci mettiamo a fare autostop senza aver una minima idea di dove arriveremo, ma sentiamo che oggi l’universo è dalla nostra parte. Dopo neanche dieci minuti, Simon, in gita con la sua famiglia, ci carica nel cassone del suo pick-up. Per 122 km respiriamo la terra che lo sterrato alza.

In compenso, godiamo di una posizione privilegiata per ammirare la bellezza di questo tratto di strada, che costeggia il fiume Ibanez e, successivamente, il fiume Murta tra strette valli chiuse, per poi sfociare in quello che è il lago dal color azzurro più bello che io abbia mai visto: il Lago General Carrera. I panorami cambiano costantemente ad ogni curva, si passa dal verde delle montagne coperte di boschi alle gialle steppe in cui corrono liberi i cavalli, a ridosso del lago nelle varie Estancias della zona. I contrasti creano una saturazione quasi irreale dei colori nei paesaggi che mi circondano, io rimango sbalordito da cotanta bellezza.

Pubblicato da Mondeando su Martedì 6 marzo 2018

Arrivati a Puerto Rio Tranquilo rimaniamo subito stregati dal fascino di questo paesino. Ringraziamo e salutiamo Simon e piazziamo la tenda in un hostel-camping. Andiamo subito a vedere il pezzo forte del lago: le Capillas de Marmol. Queste formazioni rocciose si raggiungono in in Kayak o in barca, dal porticciolo di Puerto Rio Tranquilo i tour partono ogni 15 minuti e valgono davvero la pena. Le Capillas sono decisamente fotogeniche e creano dei giochi di luce meravigliosi, con le loro sfumature bianche e nere che si riflettono nell’azzurro del lago.

Pubblicato da Mondeando su Martedì 6 marzo 2018

Tornati a riva, ci cuciniamo un risotto – da noi battezzato ”alla carretera Austral”. Ingredienti? Quello che ci avanza, ovvero: riso, piselli e wurstel aperti da qualche giorno.

Per rimediare a questo scempio ci concediamo due birre in uno dei tanti birrifici artigianali che si possono trovare in Patagonia. Una buonissima birra fatta con l’acqua pura dei ghiacciai era proprio quello che ci serviva.

A proposito di ghiacciai, qui vicino c’è il Glaciar Explorador: un po troppo caro per il nostro budget, ma a detta di tutti quelli che ci sono stati, vale la pena; deve essere una bella esperienza e una valida alternativa al più blasonato Perito Moreno. Terza parte…

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