Città del Messico: come vivere a pieno la capitale messicana.

Città del Messico

 Diario di viaggio: 31 Marzo 2019, Messico.

Oggi dobbiamo raggiungere Città del Messico non dovrebbe essere complicato ma non vogliamo sorprese.  Ci muoviamo con i mezzi pubblici di Puebla che sono davvero efficienti, raggiungiamo il Terminal e in meno di 5 minuti siamo sul bus verso il Defe (Districto Federal), cosi si chiamava la capitale messicana tempo fa e cosi continuano a chiamarla anche se le hanno cambiato nome in Città del Messico.

Città del Messico

La periferia sembra non finire mai e la prima cosa che notiamo è il traffico davvero impazzito, questa è una città ”monster” forse la più grande che abbia mai visitato, una città che incute timore, di quelle che appena arrivi ti senti risucchiare, non sai da che parte cominciare e ti senti già perso in partenza.

COYOACAN

La nostra base per visitare Città del Messico sarà Coyoacan, quello che era un paesino distaccato dalla città ormai è stato inglobato nella periferia della capitale rendendolo un quartiere davvero pittoresco.

Città del Messico
Città del Messico, Coyoacan

Coyoacan è il uno dei migliori posti dove vivere a Città del Messico, uno dei più sicuri, vivi e pieni di vita. Mangiamo al mercato adiacente alla Plaza Hildago il centro nevralgico della zona. Tutt’ attorno bar, ristoranti, teatri, ma anche riferimenti storici importanti come la Parrocchia di san Juan Batista ma soprattutto la casa museo di Frida Kahlo.

Città del Messico
Città del Messico, Teatro Bellas Artes

CENTRO STORICO

Oggi inizieremo la visita a Città del Messico alla scoperta del centro storico. Prendiamo la metro e scendiamo alla stazione di Juarez, da qui camminiamo una decina di minuti e arriviamo al Palacio de Bellas Artes, uno degli edifici più importanti di tutto il Messico, All’interno oltre al teatro, ospita murales di Diego Rivera ed sale per esposizioni, sempre di altissimo livello. Costruito da un architetto italiano, si può ammirare il suo lavoro gratuitamente dall’alto, nella terrazza bar dell’edificio in fronte.

Città del Messico
Città del Messico – Una via del centro

Proseguendo con la visita attraversiamo tutta l’avenida 5 de Mayo tra maestosi edifici storici, fino ad arrivare nell’enorme Zocalo: Plaza de la Indipendencia, dove all’ombra di una gigantesca bandiera messicana, si può ammirare la Catedral Metropolitana tutta storta per via dei vari terremoti che hanno colpito la capitale anche recentemente.

Città del Messico
Città del Messico, Zocalo

A lato della Cattedrale c’è quel che resta dell’antica Tenochitlan, la allora capitale Azteca. Incredibile quante cose ci siano da vedere e capire, ogni edificio racconta una storia. Scopro Città del Messico è la città con più  musei al mondo e la cosa non mi stupisce, non basterebbe una vita per conoscere l’intero panorama culturale messicano in tutte le sue sfaccettature e influenze. Storia, arte, musica, cultura indigena…

Città del Messico
Città del Messico, Tacos di Trippa

L’aspetto che meglio voglio approfondire è la  gastronomia. Ci rechiamo al Torito una tacqueria minuscola e buia dove la specialità della casa sono le interiora del maiale. C’è fila per mangiare, questo è un buon segnale. Arriva il mio turno e l’attesa viene ampiamente ripagata dai tacos di trippa più buoni che abbia mai mangiato.

Città del Messico
Città del Messico, Dettagli

LUCHA LIBRE

Per oggi può bastare riprenderemo la visita del centro nei prossimi giorni. Ora dobbiamo prepararci per andare a vedere la Lucha libre. Abbiamo i biglietti, per l’Arena Mexico che tutti i martedì, venerdì e domeniche apre le porte a uno degli spettacoli più conosciuti del folklore messicano. Sarò sincero, non so cosa aspettarmi, non mi è mai piaciuta la lotta e qui si tratta addirittura di una finzione.

Città del Messico
Città del Messico, Lucha Libre

Cerco di pensarla da un altro punto di vista, quello dell’intrattenimento, come se stessimo andando a vedere un film comico. In Messico ne vanno tutti matti, da quel che mi dicono, però noto che lo stadio non è stracolmo e ci sono tanti turisti. Sta a vedere che che anche il mito della Lucha Libre sta lentamente perdendo il suo fascino.

Iniziano gli incontri, personaggi bizzarri del calibro mr. Niebla el Terrible, Caristico, Titan e tanti altri se le danno di santa ragione sul ring alterando simpatici siparietti comici, gesti di sfida, tradimenti il tutto con il coinvolgimento del pubblico… Uomini, donne, bambini è passato di tutto dal palco, anche un nano. Io me ne sto seduto a guardare, mentre intorno a me tutti urlano. A fine show non so giudicare quello che ho visto, me lo sono visto tutto senza annoiarmi (3 ore) ma non mi ha mai coinvolto abbastanza da dire che tornerò a vederla.

Fattostà che è venerdì e la serata è ancora lunga. Andiamo a Plaza Garibaldi, famosa per i tanti Mariachi che la frequentano e in un locale storico chiamato la Perla. Ci beviamo un paio di birre terminiamo questa infinita giornata.

Il quartiere di San Angel

Ogni sabato viene allestito un delizioso bazares de arte, dove vengono esposti e venduti, quadri e oggetti di artigianato tutto fatto a mano e prodotti tipici delle regioni circostanti. Anche il quartiere è molto pittoresco, oltre alla casa dove vivevano Diego Rivera e Frida Kahlo ci si perde tra vie floreali, piazzette, giardini e case ben curate. Definitivamente non sembra di stare in città.

Tepoztlán

In compangia di tutti i nostri amici, andiamo a fare una gita fuori porta alla mistica Tepoztlán. Perché Mistica? Perché qui sembra che si siano dati appuntamento tutti gli svitati del pianeta. Guaritori e praticanti di arte esoterica hanno attirato un buon numero di hippy ma anche studiosi di eventi paranormali, da queste parti sono seriamente convinti che siano atterrati gli UFO.

Insomma ci sono tutte le premesse per passare una buona domenica. Appena arrivati, noto subito la differenza nel respirare aria pura e non contaminata e il mio stato di benessere aumenta quando faccio il mio ingresso in questo delizioso pueblito, composto da un unica via ciottolata, che termina alle pendici del Cerro Tepozteco dove inizia l’ascesa verso il tempio del dio Tepoztecatl. Sembra uno scioglilingua ma è davvero cosi.

Ci fermiamo al mercato, dove cucinano ricette dell’antica tradizione preispaniche come la cecina de Yecapixtla con tortitas, e altre prelibatezze dai colori sgargianti e nomi impronunciabili. Ho visto che il cervo va forte da queste parti, ma ho preferito le fantastiche ordita triangolari della zona. Ci avviamo verso la montagna. Una cosa che mi fa troppo ridere dei messicani e che sono sempre vestiti in maniera inadeguata quando c’è da fare un trekking. Tra gente in ciabatte e quelli in camicia e jeans, arriviamo anche noi in cima al monte.

Il panorama è bello ma non incredibile, il tempietto è carino ma le persone troppe, meglio scendere e dedicarsi allo sport preferito dai messicani alla domenica: Bere birra.

Xocimilco – Chaputepec

Oggi  andiamo a vedere una zona molto particolare di Città del Messico: Xocimilco siamo all’estrema periferia sud della città in quel che resta di un sistema lacustre che copriva l’intera superficie della città, motivo per il quale molti edifici in città sono storti come ad Amsterdam anche se qui a dare una mano ci hanno pensato numerosi terremoti.

In questo quartiere gli Aztechi hanno creato i canali che collegavano i tanti isolotti che spesso ospitano vivai di fiori. I canali vengono navigati dalle trajineras delle eclettiche imbarcazioni colorate, che ospitano tutto quello che la tradizione messicana può offrire. Molti messicani amano passare la giornata su queste barche, che si trasformano spesso in feste con tanto di barbeque, mariachi e bar galleggianti che riforniscono puntualmente e intrattengono i natanti.

Noi saliamo sulla lupita (tutte le barche hanno un nome) e navighiamo tra i canali per una buona ora. Visitiamo anche l’inquietante isola delle bambole che dicono sia infestata dagli spiriti.

Finito il giro in barca, attraversiamo l’intera città per visitare il parco di Chapultepec e i quartieri di Polanco e la Condesa. Quello che mi ha impressionato di più non è un luogo in particolare ma il traffico, mai visto nulla di simile: autostrade stracolme che passano sopra altre autostrade stracolme. Ore ed ore di coda ogni qual volta si voglia muoversi in auto. Dal finestrino vedo “l’Angel de la  indipendenzia” uno dei simboli della città, quasi lo invidio li in cima lontano dal caos di questa metropoli che sembra non fermarsi mai.

Mercado di San Juan

Oggi siamo tornati in centro ma tra le vie della caotica Plaza de la Tecnologia, un agglomerato di cunicoli gallerie e edifici con centinaia di negozi uno in fila all’altro, non è una meta turistica è semplicemente un posto dove si trova di tutto a prezzi vantaggiosi.

Più caratteristico è il mercato di San Juan dove oltre ai soliti banchi di frutta e verdura, c’è tutta una sezione dedicata agli insetti. Scorpioni, tarantole, scarafaggi sono quelli che fanno più impressione ma anche le cimici, formiche, larve e insetti più piccoli non sono da meno. La maggior parte di questi animali viene fritta, ma alcuni vengono trasformati in dolci e ricoperti di cioccolato. Insomma un mercato “diverso” davvero per stomaci forti. Non è il mio caso.

Museo de Antropologia.

Ci avevano avvertito, il museo de Antropologia di Città del Messico vi portera via l’intera giornata ed è andata proprio così. D’altronde stiamo parlando del museo più grande del Messico, 44.000 m² coperti, distribuiti in più di 20 sale, e 35.700 m² di aree esterne, incluso il cortile centrale.

In tutti questi spazi si trova la maggiore collezione del mondo di arte precolombiana delle culture Maya, Azteca, Olmeca, Teotihuacana, Tolteca, Zapoteca e Mixteca, tra gli altri popoli che occupavano il vastissimo territorio del Messico al piano superiore si può ammirare una vasta esposizione di reperti dei popoli indigeni del giorno d’oggi.

Ovviamente tutti questi dati li ho presi da Wikipedia, ma ci sono alcuni reperti che mi hanno letteralmente impressionato come la Piedra del Sol, un calendario scolpito su un monolite di 25 tonnellate o le colossali teste olmeche.

Ma c’è veramente di tutto dal copricapo di Montezuma alla Statua della dea azteca Coatlicue. Per ore rimaniamo incantati tra i padiglioni di questo museo che entra di diritto tra i più belli che che abbia mai visto.

UNAM

La sera c’è tempo di andare alla UNAM, acronimo di Universidad Nacional Autonoma de Mexico, il suo campus è stato concepito dai migliori artisti e architetti messicani del ventesimo secolo, i suoi murales futuristici sono impressionanti. Ci sdraiamo in un prato e semplicemente osserviamo quello che ci capita attorno.

Teotihuacán.

Raggiungiamo in metro il terminal norte della città, dove prenderemo il bus che ci porterà a Teotihuacán, la città pre-ispanica, che ha detta di molti sono le rovine più spettacolari e imponenti delle americhe. Il sito è molto vicino a Città del Messico si può visitare tranquillamente in giornata.

Non abbiamo fatto i conti con il gran caldo che ci accoglie all’entrata del sito, la situazione è quasi invivibile! La temperatura rovente si fa sentire soprattutto quando percorriamo l’intera Calzada de los Muertos, l’enorme viale che termina con la piramide della Luna, che sembra non arrivare mai.

Ai suoi lati templi, residenze e la gigantesca piramide del Sol che scaliamo fino in cima per avere una visione completa dell’ immensità del sito archeologico. I nomi quasi impronunciabili delle civiltà che sono passate da qui e i nomi in lingua náhuatl dei suoi dei ti fanno passare la voglia di saperne di più.

Anche il museo che è compreso del biglietto, lo visito velocemente senza soffermarmi a leggere le didascalia. D’altronde sarebbe comunque impossibile fare tutto in una giornata. Stanchi e disidratati torniamo a Città del Messico che ormai sera.

Taxco

Andiamo a visitare Taxco. Da Città del Messico ci vogliono più o meno 3 ore ma ne vale assolutamente la pena. Taxco è una meraviglia coloniale, vagare senza meta per le stradine che si aprono intorno alla chiesa di Santa Prisca è il miglior modo per conoscerla trovando continuamente splendide case e angoli pittoreschi.

Inoltre la “Ciudad Blanca” come viene chiamata è un importante centro commerciale dell’argento. Numerose botteghe di artigianato e gioiellerie vendono prodotti fatti su misura con questo pregiato metallo. Le strade hanno delle pendenze vertiginose, i vecchi maggioloni gli danno un tocco vintage, i panorami sono stupendi. Ora capisco perchè tanti messicani vengono qui a passare il fine settimana.

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