Puebla: cosa fare in città e nei suoi dintorni.

Puebla, Cholula, San francisco Atepec, Chipilo, Atlixco

Lasciamo Oaxaca con molta nostalgia e partiamo verso una città ben più grande, Puebla. Il viaggio è tranquillo e piacevole da punto di vista paesaggistico. Mi appunto la Riserva della Biosfera Theuacan Cuicatlan, se mai tornerò da queste parti, la visiterò sicuramente mi sta tenendo attaccato al finestrino.

Arriviamo a Puebla nel tardo pomeriggio, il nostro ostello è in pieno centro, cosi che abbiamo tempo di uscire per un giro in centro. Sembra avere tutte le carte in regola per piacerci e il chiosco vicino casa fa degli antojitos da paura. Il centro storico brulica di gente, i ristoranti sono tutti strapieni e lo Zocalo non ha una panchina libera ed è martedì sera.

Puebla
Puebla calle 6

Se mai qualcuno mi chiederà di spiegarmi il Messico gli dirò di andare a Puebla e percorrere tutta la pedonale calle 5 de Mayo. Un inno alla vita, per molti nulla di speciale io ci ho visto tutti gli stereotipi, colori e profumi di questa nazione. Amo queste strade chiassose, dove i negozi mettono fuori delle casse e sparano musica a tutto volume, con tanto di dipendente con microfono che invita la gente a comprare, dove i fumi dei carretti ti fanno venire l’acquolina in bocca, dove tutti si inventano e cercano di venderti qualcosa, dove anche solo un pesos qui ha un valore, dove mi rendo conto di quanto siano ormai spente e senza anima alcune città vicino a casa mia rispetto a quelle latino americane.

Ci svegliamo con la notizia che il vulcano Popocateptl si è svegliato per darci il benvenuto. Non una bella notizia, dato che una gigantesca nube copre la cima del vulcano impedendoci di fare alcune delle più classiche foto di Puebla. In ogni caso mi sento in forma e visito la città in solitaria di prima mattina, inizio dalla imponente cattedrale. Subito a suo lato c’è la biblioteca Palafoxiana, la più atica biblioteca coloniale del Messico, fondata nel 1646, contiene più di 45000 libri.

Puebla
biblioteca Palafoxiana

Proseguendo lungo le eleganti vie coloniali, arrivo alla Plazuela de los Sapos, dove ogni fine settimana si riempe di bancarelle di antiquariato. Ai confini del centro storico c’è il Barrio de los Artistas. Qui centinaia di artigiani, pittori e scultori si danno appuntamento nelle loro botteghe quotidianamente, una zona ricca di stimoli che finisce davanti alle porte del Teatro Principal. Tornando verso il Zocalo mi capita di vedere nelle insegne e nell’architettura l’influeza del dominio francese, mi fermo alla capilla del rosario che all’interno la sua architettura barocca è completamente rivestita in oro.

Una bellezza che raramente ho visto nelle chiese latino americane. Nel pomeriggio mi raggiunge Luca e continuiamo il nostro giro che da turistico diveventa fotografico. Calle 6 è quella che ci ispira di più, sicuramente la più colorata e caratteristica con i suoi negozi di cianfrusaglie

Puebla
Plaza de los Artistas

Cholula – San Francisco Atepec – Chipilo – Atlixco.

Prendiamo una comby a caso con scritto Cholula, arriviamo ai piedi delle rovine dela piramide più grande del mondo, 3 volte superiore a quella di Cheope in Egitto e la scaliamo fino alla cima dove ora sorge la La Iglesia de la Virgen de los Remedios. Da qui si ha una vista a 360° su Puebla e dintorni, purtroppo come ampiamente previsto non si vede il Popocateptl per via dell’eruzione.

Puebla
Cholula

Anche San Pedro de Cholula merita di essere vista anche se dicono che il vero divertimento è vederla di notte meta di migliaia di studenti festanti. Con una serie di combinazioni di autobus raggiungiamo San Fracisco Atepec, tappa breve per vedere una delle  chiese più belle del Messico, piccola, colorata e molto particolare. Mai particolare quanto Chipilo, città costruita interamente da coloni veneti a fine 1800. I tratti somatici sono evidenti molti somigliano ai miei zii.

Puebla
San Fracisco Atepec

I riferimenti al veneto sono ben noti, c’è pure una collina che è stata ribattezzata Monte Grappa, dopo che gli abitanti avevano cacciato rivoluzionari zapatisti. I ristoranti ovviamente sono tutti italiani, speravo di trovare il baccalà alla vicentina ma purtroppo oltre ai soliti piatti in realtà i menù erano decisamente scarni e con poca fantasia.

Puebla
Chipilo

Ultima tappa della giornata Atlixco, Pueblo Magico che porta con se ancora le ferite del terremoto che la distrusse parzialmente nel 2017. Nonostante tutto la cittadina si è rimessa in piedi e il suo centro storico è già stato quasi del tutto restaurato. Mentre torniamo a casa al tramonto intravediamo per la prima volta tra le nubi rosso fuoco la sagoma completa del Popocateptl che fa davvero impressione con i suoi 5452 mt.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *