Merida: la bellissima capitale dello Yucatan e la città gialla di Izamal

Merida e Izamal due città che valgono il viaggio in Yucatan.

Da Valladolid ci spostiamo a Merida nel tardo pomeriggio. Il primo impatto con Merida è più che positivo, già solo nel tragitto che dal terminal conduce alla Piazza principale. Alloggiamo in una bella casa coloniale in pieno centro, con terrazza con vista sulla cattedrale di San Ildefonso. La città al calar del sole è più viva che mai.

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Appena arrivati a Merida

Luca II si perde nella notte ubriacandosi con Eddy un americano svalvolato conosciuto in ostello lo vedo da lontano scendere da una carrozza a cavallo inseguito da mariachi: non ne voglio sapere nulla, faccio finta di non vederlo. Io invece nel frattempo mi godo l’atmosfera rilassata di questa città provando una Marquesitas, fragola e Nutella seduto su una panchina ammirando la gente passeggiare davanti a me. 

12 Febbraio 2019 – Giorno 21: Merida.

Hanno quasi cacciato Luca dall’ostello per via della sua notte di follia, siamo costretti a cambiare ostello, andiamo in un quartiere fuori dal centro ma ricco di locali e ristoranti lungo il Paseo de Montejo come direbbero qui in Messico un quartiere “Fresa” (fragola) ossia fighetto traducendolo alla milanese. Il posto è perfetto per lavorare un po al blog e portarsi alla pari con il diario. La sera nella piazza vicina si cucina, mentre uno show di danza folkloristica ci allieta l’attesa prima di andare alla Mezcaleria, un divertente locale che dal nome si intuisce benissimo qual è la specialità della casa.

13 Febbraio 2019 – Giorno 22: Izamal.

Oggi si va tutti in gita a Izamal. Dato che siamo i soliti spilorci ci andiamo con un collettivo che partono nella zona del mercato San Benito. Verso l’ora di pranzo arriviamo nella città Gialla di Izamal. Ci saranno 40° sento che mi sto letteralmente cuocendo sotto al sole.

Prima di perdersi in questo mondo giallo, mangiamo panucho yucteco, servito da una buffa signora Maya, 1.20 di pura cattiveria e scortesia. Fuori dal “Changarro” c’è subito il pezzo forte della città: il convento di San Antonio da Padova il più grande del Messico. Ma tra le vie gialle di Izamal emergono anche varie piramidi Maya che non visiteremo in quanto stufi di vedere cumoli di pietra. Con tutto il rispetto per la storia di questo popolo, una volta che visiti un paio di siti archeologici, sono abbastanza e dato che andremo a Palenque, ci sarà ancora molto da scoprire su questa civiltà, non oggi, non con 40° all’ombra.

Verso sera, soddisfatti della visita, ritorniamo a Meridà nella sua ora di punta. Tantissima gente per strada affolla ogni angolo, ogni negozio, il traffico è quasi paralizzato, un orda umana intenta a fare quello che durante il giorno non vuole fare per il troppo calore. Che spettacolo continuo a ripetermi, almeno per me che non ho nulla da fare e mi limito a osservare. La sera ci rechiamo come sempre alla Mezcaleria ormai diventato il nostro locale preferito.

14 Febbraio 2019 – Giorno 23: Merida.

Dopo soli 4 giorni finalmente visito Merida. Facciamo una colazione all’italiana con cappuccino e brioche e poi partiamo iniziamo la visita alla “ciudad blanca” che cosi bianca non sembra e ci sono varie teorie a riguardo della sua denominazione poco interessanti. Iniziamo dal Mercato San Benito che avevamo visto solo da fuori.

Questa volta ci addentriamo, venendo travolti da folla, profumi e merci di ogni genere. Provo un sacco di cose, troppe da poter ricordare cosa ho mangiato. Sicuro era tutto poco sano, untissimo e dalla dubbia igene, ma ormai ho gli anticorpi sviluppati per questo genere di pietanze. Nel ritornare verso casa passiamo da Plaza Grande, dove ci sono gli edifici storici più importanti come la Cattedrale di san Idefonso e la casa di Montejo il fondatore della città.

Il centro storico è davvero enorme, perdersi per le sue vie coloniali è davvero piacevole, in più essendo san valentino è tutto più romantico. Mi sta proprio piacendo Merida, nel 2017 è stata la capitale mondiale della cultura e intuisco il motivo, mostre, gallerie, esposizioni e la sera balli tradizionali, musica in vivo, il tutto senza pagare un centesimo.

Non abbiamo avuto modo di visitare le rovine Maya di Uxmal per il semplice motivo che la tappa successiva sarebbe stata Palenque, a detta di molti le migliori rovine Maya del Messico.

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