Carretera Austral: Da Puerto Montt a Puerto Aysen (1°Parte)

Ultimamente vedo tanta gente che pubblica foto di viaggi in Patagonia.

Pare che finalmente stia diventando più accessibile arrivare in queste  remote terre che rievocano leggende e racconti straordinari.
Vedo tante foto del Perito Moreno, di Torres del Paine, di el Chalten, luoghi che già da soli valgono il viaggio.

Però troppo spesso ci si dimentica che questa regione si estende per più di 1000000 km2. è veramente un peccato limitarsi a conoscerne solo i siti più famosi.

Capisco perfettamente che non tutti si possano permettere mesi di viaggio e che si cerca sempre di fare e vedere il più possibile nel breve tempo a disposizione. Però, c’è un detto da queste parti che recita: “Quién se apura en la Patagonia pierde su tiempo“. Frase che condivido appieno e che rispecchia ciò che è l’essenza di questa terra.

La vera magia della Patagonia sta nell’affrontarla seguendo le sue regole.
Io sono sceso lentamente dal Cile lungo la Carretera Austral, la leggendaria ruta 7 che attraversa tutta la Patagonia cilena.
Da Puerto Montt a Villa o’Higgins. 1247 km di pura avventura.

Ore ed ore di autostop; lunghe traversate nei pick-up respirando polvere; traversate in barca tra i fiordi; giornate di vento e pioggia che ti mettono a dura prova; montare e smontare la tenda quasi tutti i giorni, cucinando quel che i piccoli almacen vendono. Ma quello che alla fine di questo viaggio mi è rimasto nella mente e negli occhi, mi ripaga per tutti gli sforzi affrontati.

La Carretera Austral per me, Giulia e Filippo è iniziata in un grande magazzino di Puerto Montt, per comprare tutta l’attrezzatura da campeggio necessaria. Se si vuole viaggiare in economia e potersi accampare anche nei free camping è necessario infatti disporre: di una buona tenda, resistente al vento e all’acqua; di un materassino; di un fornelletto; di un set di pentole e stoviglie.

Pubblicato da Mondeando su Lunedì 19 febbraio 2018

Una volta acquistato tutto l’occorrente si è pronti per affrontare la ”Ruta 7‘.’

Prima tappa: Puerto Montt – Hornopiren

Si tratta di 4 ore tranquille in bus, per strade tutte asfaltate, dopo di che è necessario prendere un piccolo traghetto tra Caleta la Arena e Puelche, già compreso nel costo del biglietto del bus.

A Hornopiren non c’è molto da fare, se non assaggiare i piatti tipici del luogo. Io ho provato il Curanto, il più tradizionale piatto della zona, che viene cucinato tramite un metodo di cottura molto antico.

Pubblicato da Mondeando su Sabato 17 febbraio 2018

Viene scavata una buca nel terreno, della profondità di un metro circa, sul cui fondo si posizionano delle pietre incandescenti. Una volta raggiunta la temperatura, queste si spostano alle estremità esterne della buca, mentre al centro vengono inseriti gli ingredienti, che possono essere frutti di mare, pollo, maiale, patate… il tutto ricoperto da foglie aromatiche o verze.

I miei compagni di tavolo scelgono il salmone, il cordero asado e le empanadas de mariscos: facciamo girare i piatti, per poter assaggiare un po’ di tutto. Ci concediamo anche una torta mi mirtillo come dolce. Tutto è estremamente squisito.

Pubblicato da Mondeando su Sabato 17 febbraio 2018

Per digerire ho dovuto fare una passeggiata esplorativa nel piccolo paesino interamente costruito in legno, incastrato tra mare e montagne.
Le maree sono eccezionali da queste parti, tanto che la maggior parte delle barche sono adagiate al suolo
: lo scenario è molto malinconico, soprattutto al tramonto.

Seconda tappa: Hornopiren – Chaiten

Salpiamo alle 3:00 del pomeriggio (partono 4 corse al giorno): si tratta all’incirca di 6 ore di viaggio, di cui 5 a bordo di un traghetto che attraversa degli splendidi fiordi, fino a Caleta Gonzalo.

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Giorno 357 del mio #viaggioinamericalatina🌎 Finalmente sono ufficialmente sulla Carretera Austral, la famosa ruta 7 che attraversa la Patagonia cilena per più di 1200km. Dato che ci sono poche informazioni a riguardo cercherò di spiegare passo dopo passo i miei spostamenti. 1°tappa da Puerto Montt a Hornopiren sono 4 ore tranquille con bus, strade tutte asfaltate, si deve prendere un piccolo traghetto tra Caleta la Arena e Puelche già compreso nel costo del biglietto del bus (4000clp 5€ circa). A Hornopiren non c'è molto da fare se non magiare i loro piatti tipici. Io ho provato il Curanto, il salmone, il cordero asado e le empanadas de mariscos. Per ora non servono grossi accorgimenti ma se vi comprate una tenda risparmierete tanti soldi sugli alloggiamenti. Domani vi spiegherò come raggiungere Chaitèn. . . #mondeando #carreteraaustral #hornopiren #cile #boat #roadtofindelmundo #mountain #panorama #patagonia #sudamerica #montagna #voulcano #cile #americalatina #SouthAmerica #travel #travelling #trip #travelblog #discover #zainoinspalla #girodelmondo #backpacker #mytravelgram #instago #instapassport #instagood #ontheroad #explore #white – www.mondeando.com

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L’ultimo tratto di
autobus, per arrivare a Chaiten, consiste in 54 km completamente sterrati. Intravedo dal finestrino diversi laghi e spettacolari piante con enormi foglie, impolverate dal passaggio delle auto. Vorrei scendere e scattare fotografie, e mi prometto di non prendere altri mezzi di trasporto pubblico per evitare di perdermi altre meraviglie. Dopo una piccola sosta a Santa Barbara arriviamo finalmente a Chaiten intorno alle 10 di sera, è già buio.

Pubblicato da Mondeando su Lunedì 19 febbraio 2018

Fortunatamente trovare un posto per piantare la tenda è molto facile, nonostante il gran numero di persone in vacanza in questo periodo: dovete sapere che il mese di Febbraio in Cile è paragonabile al nostro Agosto per le ferie e negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani, la Carretera Austral è diventata piuttosto popolare.
Intere compagnie di ragazzi imbracciano il loro zaino e si lanciano all‘avventura da queste parti.

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Giorno 358 del mio #viaggioinamericalatina🌎 2° tappa della Carretera Austral. Da Hornopiren a Chaiten (10000 cop 14€) partenza alle 3 del pomeriggio (ci sono 4 corse al giorno) sono all'incirca 6 ore di cui 5 su un traghetto che passa attraverso dei splendidi fiordi fino a caleta Gonzalo. L'ultimo tratto per arrivare a Chaiten è di 54km completamente sterrati. Arriviamo alle 10 di sera che è già buio fortunatamente trovare un posto per la tenda è molto facile nonostante il gran numero di persone in vacanza in questo periodo. #mondeando #carreteraaustral #hornopiren #cile #boat #roadtofindelmundo #mountain #panorama #patagonia #sudamerica #montagna #voulcano #cile #americalatina #SouthAmerica #travel #travelling #trip #travelblog #discover #zainoinspalla #girodelmondo #backpacker #mytravelgram #instago #instapassport #instagood #ontheroad #explore #white – www.mondeando.com

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Terza tappa: Chaiten – Puerto Raul Marin Balmacheda.

Chaiten è fondamentalmente un paesino in cui la gente vagabonda aspettando di trovare una soluzione per proseguire il viaggio.
Passaggio obbligatorio per proseguire a sud. Da qui o si va Futaleufu, passando da Puerto Cardenas, in barca fino a Cabanas, o come abbiamo fatto noi, in traghetto fino a Puerto Raul Marin Balmacheda.

Pubblicato da Mondeando su Lunedì 19 febbraio 2018

Entrambi i servizi di navigazione sono gratuiti. Per via di una devastante frana che ha bloccato il passaggio nei pressi di Santa Lucia.
Qui a Chaiten si potrebbe già iniziare a fare trekking sull’omonimo vulcano. Noi decidiamo di conservare le nostre forze per quando saremo più a sud.

Quarta tappa: Puerto Raul Marin Balmacheda – Puyuhuapi.

Con il traghetto notturno preso a Chaiten costeggiamo tutta la costa della riserva del vulcano Corcovado. Solo la luna piena ci permette di intravedere la sua cima terrificante.

Arriviamo a Raul Marin Balmacheda alle 6:00 del mattino che è ancora buio e ci ritroviamo in un paesino che sarebbe il set perfetto per un film horror: nebbiolina, vento che fa cigolare le porte e neanche l’ombra di un essere vivente.

Pubblicato da Mondeando su Martedì 20 febbraio 2018


Da
lì, non si sa bene come, ci ritroviamo con altre 15 persone su un furgone che ci porta a la Junta attraversando e costeggiando il rio Palena e le montagne della reserva Nacional lago Rosselot, davvero degne di nota.
Qui chiediamo informazioni per proseguire, ma sembra che non partano autobus, se non uno alle 5 del mattino del giorno seguente.

Proviamo a fare autostop, ma la scarsità di veicoli che passano e la concorrenza rendono pressoché impossibile trovare un passaggio .
Quando abbiamo perso definitivamente la speranza, però, vediamo arrivare un minibus già pieno di gente, che solo pregando convinciamo a caricarci.
Ci incastriamo 
come in un tetris tra gli altri passeggeri ma siamo a bordo.

Pubblicato da Mondeando su Martedì 20 febbraio 2018

In qualche modo riusciamo ad arrivare a Puyuhuapi: ci prepariamo dei tacos, ci scaldiamo attorno alla stufa fornita dal campeggio e ci buttiamo a letto esausti. Puyuhuapi è un tranquillo villaggio di pescatori all’estremità di un enorme fiordo sul mare.

Il posto è tranquillo, noi decidiamo che è il momento di una pausa e ci fermiamo qui una notte in più, sperando anche che smetta di piovigginare (in Patagonia tutti utilizzano Windguru per consultare il meteo, ma sappiate che è praticamente impossibile fare previsioni da queste parti!).

Pubblicato da Mondeando su Martedì 20 febbraio 2018

Quinta tappa: Puyuhuapi – Quelat – Free camping nei pressi di Puerto Aysen

La sveglia è alle 5:00 del mattino per prendere l’unico bus che da Puyuhuapi può portarci al parco nazionale del Queulat. Una volta arrivati, si scatena il diluvio universale: di visitare il parco non se ne parla, ci rintaniamo in una caffetteria aspettando un segno del destino.

Passano un paio di ore – durante le quali abbiamo maledetto qualsiasi cosa quando dalla porta vediamo entrare Mayaan, una ragazza israeliana che viaggia da sola con un camper e il suo cane Chai, un bellissimo lupacchiotto.

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Giorno 360 del mio #viaggioinamericalatina🌎 5° tappa della Carretera austral. Ci svegliamo alle 5 del mattino per prendere l'unico bus (1000 cop) che Da Puyuhuapi può portarci al parco nazionale del Queulat. Una volta arrivati il diluvio universale, di visitare il parco non se ne parla, ci rintaniamo in una caffetteria aspettando un segno del destino. Passano un paio di ore dove abbiamo maledetto qualsiasi cosa, quando dalla porta entra Maayan una ragazza israeliana che viaggia da sola con un camper e il suo cane. Iniziamo a parlarci e gli raccontiamo le nostre disavventure. Lei dal canto suo ci offre un passaggio a sud che si tramuterà in un viaggiamo assieme per i prossimi giorni. Non ci pensiamo due volte fanculo il Ventisquero Colgante e il parco nazionale, da oggi viaggiamo in van e l'esperienza conta molto di più che mettere la bandierina in un posto per dire ci sono stato. Da oggi respiriamo libertà, free camping, falò improvvisati e tanti sorrisi. Finalmente ci sentiamo sulla Carretera Austral al 100% dopo tanta sfortunata ce lo meritavamo. #mondeando #carreteraustral #Patagonia

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Forse è lei il segno del destino che aspettavamo: iniziamo a parlarci e gli raccontiamo le nostre disavventure.
Lei dal canto suo ci offre un passaggio a
Sud (ma ben presto diventa una compagna di viaggio per tutti i giorni seguenti): non ci pensiamo due volte, il Ventisquero Colgante e il Parque Quelat li visiteremo un’altra volta.

Da oggi viaggiamo in van e l’esperienza conta molto di più che mettere la bandierina in un luogo, per direci sono stato.   Seconda parte…

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