Carretera Austral: Da Puerto Rio Tranquilo a Villa o’Higgins

Decima tappa: Puerto Rio Tranquilo – Cochrane.

Questo è stato la giornata più difficile. Dopo 4 ore di autostop nessuno ci ha caricato e con il passare delle ore la gente con il dito alzato si stava accumulando. L’unico autobus che andava verso sud è arrivato già pieno e la gente quasi si mette a fare a botte per salire. Energia negativa inutile, che fare in questi casi?

Pubblicato da Mondeando su Martedì 6 marzo 2018


Armarsi di tanta pazienza, sorrisi giganti e sperare di spiccare tra la folla di autostoppisti.
Io ho optato per una soluzione più drastica mi sono piazzato davanti all’unico benzinaio e ho iniziato a chiedere un passaggio insistentemente a tutti. Bene dopo ben 7 ore con il pollice alzato, convinciamo Andrea a darci un passaggio.

Ci incastriamo nella sua jeep e ci avviamo verso Cochrane in quello che secondo me è il tratto più bello della Carretera Austral. Sono più o meno le 5 del pomeriggio, la luce è perfetta per affrontare un viaggio. L’intero tratto è in ghiaia, ormai l’asfalto ci siamo dimenticati di come sia fatto.

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Giorno 375 del mio #viaggioinamericalatina 8^tappa della Carretera Austral. Da Puerto rio Tranquilo a Cochrane: Questo è stato lo spostamento più difficile dopo 4 ore di autostop nessuno ci ha caricato e con il passare delle ore la gente iniziava ad accumolarsi e l'unico autobus che andava verso sud è arrivato già pieno. Che fare in questi casi? Armarsi di tanta pazienza, sorrisi giganti e sperare di spiccare tra la folla di autostoppisti. Io ho optato per una soluzione più drastica mi sono piazzato davanti all'unico benzinaio e ho iniziato a chiedere un passaggio insistentemente a tutti. Bene dopo ben 7 ore con il pollice alzato convinciamo Andrea a darci un passaggio, ci incastriamo nella sua jeep e raggiungiamo Cochrane. Da questo incontro nascerà una splendida amicizia che si è concluderà con la vendita del l'obbiettivo per mia macchina fotografica. Purtroppo non ho foto di questo tratto di strada forse il più bello di tutta la carretera austral. Abbiamo costeggiato il lago General Carrera al tramonto con cime innevate e montagne a farne da cornice, il rio Beker che è il fiume più azzurro che io abbia mai visto e il parco Patagonia, ancora poco conosciuto ma di una straordinaria bellezza.

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Usciti da Puerto Rio Tranquilo non c’è un solo rettilineo. Si costeggia il Lago General Carrera con la bocca sempre spalancata, guardando fuori dal finestrino sembra di essere in un documentario di National Geogrephic. All’intersezione con Chile Chico, noi svoltiamo verso Cochrane, qui la zona è più rocciosa e desertica, ma tutt’intorno svettano montagne con le cime innevate che si riflettono nei tanti laghi. Il tramonto rende tutto ancora più bello i colori sono più tenui i chiaroscuri più accentuati.

Nei pressi di Puerto Bertrand tornano i boschi e costeggiamo per la prima volta il Rio Baker, un fiume che cambia continuamente colore dal verde smeraldo all’azzurro. Sono estasiato vorrei fermarmi qui a fare rafting c’è un botto d’acqua il fiume è di una potenza inaudita.

Pubblicato da Mondeando su Domenica 11 marzo 2018

Non è finita quando attraversiamo il parco Patagonia mi sento veramente ai confini del mondo. Una sola parola per descrivere questo posto ”selvaggio” se Christopher McCandless (Alexander Supertramp) fosse nato in Sud America, si sarebbe diretto sicuramente da queste parti. Chilometri sterminati di natura incontaminata contraddistinguono questo parco della quale sentiremo parlare sempre più spesso.

Arriviamo a Cochrane che c’è ancora una fievole luce, giusto in tempo per montare la tenda tra le tante altre dei ragazzi che hanno trovato un passaggio in autostop prima di noi. Ci si abbraccia e si festeggia, missione compiuta. Chi non è arrivato arriverà domani, ma nulla fermerà la voglia di scoprire di chi si spinge fino a queste longitudini.

Pubblicato da Mondeando su Domenica 11 marzo 2018

Undicesima tappa: Cochrane – Caleta Tortel

A Cochrane siamo stati due notti in controtendenza dato che non ha molto da offrire, ma avevamo bisogno di staccare un attimo dal viaggio.
Andrea la nostra salvatrice nel frattempo, è diventata una nostra super amica, ci ha fatto conoscere i dintorni di questa città che non sono niente male, come il parco Tamango e la laguna Esmeralda.

La ragione principale della nostra permanenza sta nel fatto di non aver smontato la tenda per due giorni consecutivi. In più è servito a capire come proseguire il viaggio. Lasciamo perdere l’autostop e ci affidiamo un mini-bus per Caleta Tortel.
Le tabelle con gli orari vanno un po a interpretazione, ma riusciamo a partire. Non vedo molto a questo giro perchè mi addormento quasi subito e mi risveglio a destinazione. Caleta Tortel un delizioso paesino incastonato tra l’estuario del rio Baker e una baia circondate da montagne e fiordi affacciata sul mare.

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Giorno 377 del mio #viaggioinamericalatina 9^tappa della Carretera Austral Da Cochrane a Caleta Tortel con una comoda combi (7000cop) siamo arrivati in questo sperduto paesino sul mare nascosto tra i fiordi. Oltre alla bellezza della baia circostante con il mare di un colore verde acqua che sembra che le abbiano sversato dentro litri e litri di latte, l'altra particolarità è che non ci sono strade ma passerelle che collegano ogni angolo del paese. L'unica nota negativa se possiamo definirla tale è che è talmente isolato che è difficile che arrivino rifornimenti, quindi quasi tutte le attività sono chiuse e fa si che dopo un giorno a girovagare, viene già voglia di proseguire.

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L’acqua dal color lattiginoso per via dei sedimenti dei ghiacciai penetra tra le passerelle di legno che collegano ogni punto del villaggio. Qui non ci sono strade e auto, al massimo ci si sposta in barca.

Al mio arrivo ero entusiasta, ho fatto tante belle foto e effettivamente è davvero un posto curioso, ma poco dopo mi sono reso conto che il paesino è di una noia mortale. Tutto sembra chiuso o abbandonato, per andare a prendere il pane ho dovuto camminare per 25 minuti sulle passerelle.

Pubblicato da Mondeando su Venerdì 9 marzo 2018

Inoltre sono completamente isolato dal resto del mondo e non c’è modo di andarsene, sono costretto a rimanere una notte in più perchè i bus lavorano a giorni alterni. Unica gioia una bella camminata in cima al monte che sovrasta il paese, per avere un’ottima vista sui fiordi e il rio Baker che con le nuvole basse sembra ancor di più pieno di latte.

Dodicesima tappa: Caleta Tortel – Villa o’Higgins

La stanchezza inizia a farsi sentire. Caleta Tortel è stata una meta dura è provante, il freddo inizia a farsi sentire, siamo a fine estate e iniziano ad arrivare i venti gelidi dai campi di ghiaccio. Partiamo verso Villa o’Higgiins, l’ultima tappa della Carretera Austral. Il traguardo è sempre più vicino. L’ultimo tratto è totalmente immerso nel verde.

Pubblicato da Mondeando su Domenica 11 marzo 2018

A Puerto Yungay attraversiamo il fiordo Mitchell, su un vecchio battello e ci ritroviamo in una zona disseminata di laghi, lagune, fiumi. Da queste parti piove spesso è un miracolo che splenda il sole ma non è detto che duri, i forti venti possono far cambiare le cose da una momento all’altro. Ultimi chilometri, sempre su strade al limite della percorribilità, finalmente si intravede il cartello di ingresso a Villa o’Higgins.

Siamo arrivati all’ultimo avamposto di terra cilena da qui in avanti solo il lago O’Higgins ci separa dal confine argentino. La nostra idea era appunto di navigare il lago fino a Candelario Mancilla, fare 20 km di trekking superare il confine con l’Argentina, fino al lago Desierto, attraversarlo e affrontare l’ultimo tratto a piedi fino a El Chalten, nostra meta finale. Purtroppo non potevamo prevedere il tempo che avremmo trovato.

Il vento è troppo forte la capitaneria non lascia salpare le barche. Anzi la barca, perchè su 4 barche che navigano il lago 3 sono rotte. Neanche la soddisfazione di fare gli ultimi 8 km di carretera Austral per raggiungere il porto, mi fermo a 1239 su 1247. Sarò costretto a fare una piccola deviazione di 800km per tornare a Chile Chico. Non mi importa in realtà è solo simbolico quel che mi resterà sono ben altri ricordi.

Pubblicato da Mondeando su Domenica 11 marzo 2018

I panorami unici, i trekking massacranti, la vita selvaggia, la pura libertà che si respira davanti agli enormi spazi sconfinati.
Mi rimarrà il ricordo della gente del posto, di chi si è fidato a caricarmi in autostop, i rapporti instaurati con altri ragazzi che viaggiavano come me. Mi ricorderò le notti attorno al fuoco a scaldarmi, le notti in tenda, i cieli stellati.
La soddisfazione di aver percorso una delle strade più remote della terra, come volevo io, prendendomi il giusto tempo lasciando che fossero gli eventi casuali a decidere per me.

Perche questa è l’unica maniera di intraprendere questa strada. La carretera Austral con i suoi pregi e i suoi difetti non si può visitare, bisogna viverla.

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