Diario di Viaggio: Nuova Zelanda, Isola Nord on the road

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Trascorsi i primi giorni tra Auckland e la sua periferia noleggiamo un mini-van con cui iniziamo l’esplorazione della Nuova Zelanda, partendo dall’Isola Nord. Pioggia e nebbia da pianura padana al diradarsi ci rivelano spiagge mitiche, geyser, cascate e boschi secolari: una curva dopo l’altra impariamo a conoscere questa straordinaria terra.

Dove abbiamo dormito
Cosa abbiamo visitato
Informazioni utili
Diario di viaggio

Dormire: dove siamo stati

In questi 10 giorni non abbiamo utilizzato ostelli poiché sono poco diffusi e spesso molto costosi. Vi consigliamo quindi due soluzioni:

  • Couchsurfing, una comunità di interscambio di ospitalità, in cui chi si registra mette a disposizione uno o più posti letto presso casa sua, gratuitamente.
  • noleggiare un camper / minivan e partire all’avventura! Come in Australia anche in Nuova Zelanda troverete parecchi campeggi gratuiti dove potrete passare in tranquillità la nottata. Consigliamo l’utilizzo di WikiCamp, per trovare il campeggio gratuito più vicino alla località desiderata.

Visitare: i nostri consigli

  • Le città di Auckland, Gisborne e Wellington. Qui in particolare visitare il “Te Papa” museum;
  • Corumandel Peninsula : Cathedral Cove beach, Hot Water beach;
  • Rotorua Region : Okere Falls, Lady Knox geyser e mud pools, fare il bagno nelle acque termali del “Twin Stream”
  • Altri fiumi, cascate e laghi che troverete sul vostro percorso meritano uno stop

Informazioni utili

  • In Nuova Zelanda le uniche specie autoctone sono uccelli, pesci, insetti ed un canide. Tutte le altre specie mammifere, invece, sono state importate.
  • La moneta è il dollaro neozelandese NZD, con un tasso di cambio di 1 NZD = o,65 € (Settembre 2016)
  • Rispetto all’Australia, la comunità maori è più numerosa e si concentra soprattutto nella città di Gisborne (Isola Nord) dove costituisce il 45% della popolazione.
  • Per i campeggiatori: badate di non arrivare al campeggio dopo il tramonto per via della scarsa visibilità (alcuni siti sono molto rurali) e per la difficoltà nel trovare posto. L’app Wikicamps funziona molto bene anche in Nuova Zelanda.
  • “Aotearoa” è il nome originale in lingua maori. “Zeeland” proviene da una provincia olandese, poi anglicizzato in “New Zealand”
  • Geograficamente parlando si tratta di un arcipelago composto da due isole principali (Nord e Sud) e da numerose isole minori, alcune disabitate. Conta circa 4 milioni di abitanti ed in media riceve 30 000 migranti l’anno.
  • L’alta stagione va da novembre e febbraio/marzo, mentre la bassa stagione da maggio/giugno a settembre. I prezzi variano tantissimo, ad esempio, noleggiare un camper in bassa stagione costa sui 30 NZD (19,5 €) al giorno, contro i 100 NZD (65 €) dell’alta stagione.

Diario di viaggio

Giorno 152/410

Titirangi
E’ mezzanotte quando atterriamo ad Auckland, la città più popolosa della Nuoza Zelanda. Il volo, condotto dalla compagnia australiana Virgin Air, è stato tranquillo e sonnolento ed è durato 3 ore circa. Ritiriamo gli zaini e passiamo la dogana: così come in Australia anche in Nuova Zelanda sono molto meticolosi sui controlli in quanto è vietato importare cibo ed altre sostanze animali e vegetali esterne (come legno, fango sulle scarpe, ecc). I bagagli vengono difatti sottoposti al doppio check dei raggi x e dell’unità cinofila. Appena terminato ci prepariamo a passare la notte nella hall dell’aeroporto, dove una statua gigante raffigurante il personaggio del nano della saga “Il Signore degli anelli” ci ricorda che proprio in queste terre è stato girato il famoso film fantasy e ci fa prospettare i paesaggi spettacolari che vedremo. Al risveglio cerchiamo subito di informarci circa i mezzi da prendere per raggiungere la località di Titirangi (nome indiscutibilmente maori, come tanti altri  impronunciabili e curiosi che incontreremo successivamente), dove ci hanno accettato per qualche giorno in couchsurfing. Titirangi è situata 20 km ad est di Auckland, immersa nel verde della foresta neozelandese, ma arrivarci dall’aeroporto non è mica semplice!

1. Bus con destinazione Manuaku, fermata Papatoetoe (costo 3 NZD a persona, pari a 1,95 € );
2. Treno fino a Britomart, nel centro di Auckland (costo 7 NZD a persona, pari a 4,55 € );
3. Treno con destinazione Swanson, fermata New Lynn (costo 5 NZD a persona, pari a 3,25 € )
4. Bus nr 170 fino a Titirangi.

La strada che percorre il bus si trova sulla parte opposta della vallata dove vive l’host. Per nostra salvezza una signora francese, molto esperta di queste zone, ci spiega che è stato da poco costruito un nuovo sentiero che permette di attraversare la vallata agilmente e ci indica la fermata a cui scendere per imboccarlo. Il nuovo sentiero è ben segnalato e molto bello: una scalinata di legno che scende in mezzo alla valle e ci porta davanti alla via dove risiede il nostro host. La casa, ovviamente, è situata in fondo ai 2 km di via, che percorriamo immersi tra prati e case grandi che sono delle cascine riadattate a abitazione, abbastanza distanti l’una dall’altra. Qualcuna, forse, è anche abbandonata… chissà dove siamo finiti stavolta!

Panoramica su Titirangi
Panoramica su Titirangi

Finalmente arriviamo al civico giusto, una bella villetta circondata da recinti e boschi. La casa è aperta ma sembra non esserci nessuno ed otteniamo la certezza si tratti del posto giusto vedendo appeso ad una parete un diploma con il nome e cognome del nostro host! Di fianco la casa troviamo lo sleep-out, un capanno di legno arredato con letto e mensole che, secondo le istruzioni dateci dall’host su couchsurfing, potremo usare per dormire. La casa invece è ampia, a due piani, con un gran giardino in cui circolano polli, conigli, gatti. L’ambiente è un bel po’ disordinato, complici anche tanti giochi per bambini sparsi in giro; il nostro host infatti ha due figli, che in un posto del genere, si devono divertire tantissimo! Finalmente accomodati nello sleep-out ci rilassiamo e lasciamo sopravvenire la stanchezza. Il nostro host, G. rientra alle 16.00 coi due figli appena recuperati da asilo e scuola e sta preparando dei pancake per merenda… Che profumino! Conosciamo così la famiglia, simpatica, socievole ed un po’ spericolata! Parliamo molto con G. mentre, in giardino, si occupa del suo orto con l’occhio sempre vigile sui due figli e diamo una mano anche noi :). Ci spiega che gli animali sono stati presi tutti a delle fiere, mentre coltivare la verdura è necessario dato che qui il cibo costa molto. Per fare un esempio le zucchine costano “solo” 11 NZD al kg! (7,15 €) Giunta la sera ceniamo assieme con omelette ed insalata: che bel movimento anche in cucina!

Giorno 153/410

Titirangi
Oggi piove, piove ed ancora piove. Peccato, proprio quando abbiamo in programma di fare un giro del paesino ed un po’ di spese. Nelle vicinanze non c’è niente, solo case, pecore, boschi. Per comprare qualcosa bisogna andare al centro di Titirangi, distante circa 3 km. Abbiamo promesso al nostro host menù italiano stasera, per cui ci armiamo di pantacqua, mantella di plastica e coprizaino e ci incamminiamo verso il centro, ripercorrendo lo stesso sentiero a scalinate di ieri, ora in salita. Di supermarket ce n’è ovviamente solo uno, dai prezzi esorbitanti. Anche il vino è leggermente più caro che in Australia. Raggiungiamo con gioia il nostro sleep-out per riposarci ed asciugarci. Per fare tutto abbiamo impiegato circa due ore e tanti indumenti antiacqua.
All’ora di cena ci presentiamo in cucina armati di pasta e sugo e ci mettiamo all’opera: rimangono tutti soddisfatti! 😀

Giorno 154/410

Titirangi
Anche oggi il tempo è incerto e non ci resta che dedicare la giornata alla nostra “normale amministrazione”: aggiornare il blog e pianificare un itinerario della Nuova Zelanda (da qui in poi NZ, nda). Domani ripartiremo verso Auckland, da dove sicuramente ci sono più possibilità per raggiungere le altre parti dell’isola. A riposare allora, che a breve si rimette lo zaino in spalla!

Giorno 155/410

Titirangi – Auckland
Salutiamo il nostro amato sleep-out in mezzo alla foresta neozelandese, assieme a G. ed i bambini e partiamo verso Auckland, dove passeremo il weekend. Degli amici irlandesi, conosciuti in Vietnam a maggio, ed ora residenti qui, potranno ospitarci nella loro casona, condivisa con altre 9 persone. Abitano in zona Kingsland, che da Titirangi raggiungiamo tramite due bus (costo tot 8 NZD a persona, pari a 5,20 € ).

Auckland - Teatro
Auckland – Teatro

Arriviamo davanti la casa tutti lavati dalla pioggia che prosegue ininterrotta dalla mattina, ma rivedere due sorrisi conosciuti ci riscalda, così come sorseggiare un bel tè caldo nel salotto. Conosciamo inoltre gli altri inquilini, ognuno di nazionalità diversa : Francia, Brasile, Germania, Ungheria, Slovacchia, Inghilterra.. Nonostante vivano in 9 la casa non è per niente incasinata, ma pulita e con un’atmosfera amichevole. C’è da dire che è davvero enorme, ognuno ha la sua stanza e la terrazza è qualcosa di spettacolare… peccato piova! Per noi vengono sistemati dei materassi in sala. Chiacchieriamo molto con i nostri amici d’Irlanda, Orna e Neil. Dopo aver viaggiato per il sud est asiatico hanno raggiunto la NZ con l’intenzione di trascorrerci almeno due anni, avendo ottenuto il “Working VISA”, poi si vedrà. Hanno 24 anni e sono in gambissima per cui non possiamo che chiedergli qualche consiglio su come girare senza sperperare troppo in NZ. La soluzione migliore sembra essere noleggiare un camper, che ancora ci manca come avventura e ci alletta proprio tanto, grazie anche al buon esito della settimana itinerante appena trascorsa in Tasmania! Ma ora basta pianificare, è sabato sera, andiamo a festeggiare! 😉

Giorno 156/410

Auckland
Domenica, dolce domenica: una bella dormita fino a tardi ci fa ricaricare le energie e nel pomeriggio prenotiamo il camper che ci guiderà per tutta la NZ nei prossimi 20 giorni. Dalla città di Auckland percorreremo le due isole che compongono la Nuova Zelanda, sino alla sua punta più meridionale, tra geyser, ghiacciai, fiordi e colline verdi. Ritiro domani 19/09 e riconsegna a Queenstown venerdì 07/10. Per il noleggio ci affidiamo nuovamente a Wicked Campers, stessa compagnia usata in Tasmania: squadra che vince non si cambia, soprattutto se è anche la più conveniente 🙂 . Contrattando via mail con il servizio clienti di Wicked riusciamo ad ottenere un prezzo totale di 1287,00 NZD (836,55 € ) per un mini van con due posti guida e due posti letto per 20 giorni, incluso assicurazione, secondo autista, set da cucina e carrozzeria dipinta. Ci facciamo azzerare anche la famigerata one way fee (tassa per la riconsegna del veicolo in posto diverso da quello di ritiro, che in questo caso si aggira sui 200 NZD, pari a 130 € ): un’offerta da bassa stagione.

Auckland - Piazza
Auckland – Piazza

Altre compagnie di noleggio che abbiamo ritenuto competitive sono:
Esacpe campers: praticamente il concorrente diretto di Wicked, la differenza di costo è davvero di pochi dollari e la verniciatura è anche qui colorata ed originale;
Juicy campers: inconfondibili camper color verde e viola, i cui prezzi più alti giustificano veicoli più recenti ed arredi interni più moderni.
Per ultimo, prenotiamo il volo di ritorno da Queenstown ad Auckland per il 9 ottobre mattina; nello stesso pomeriggio dovremo prendere il volo più lungo di tutto il nostro viaggio, quello che ci porterà dalla NZ all’Argentina, dall’Oceania all’America… insomma in un mondo nuovo 😀

Giorno 157/410

Happy birthday Lila!! 🙂 Trascorrere l’ultimo compleanno da ventenne in Nuova Zelanda non l’avrei mai immaginato!

Auckland – Corumandel Peninsula
La giornata inizia presto con i preparativi per la partenza: cambiare gli ultimi AUD in NZD, comprare una sim neozelandese per avere un po’ di rete durante il tragitto e “last but not least”: ritirare il camper.
Per le prime due faccende ci rechiamo nel centro di Auckland su Queenstreet (raggiungibile in treno Kingsland – Britomart per 5 NZD a persona, pari a 3,25 € ). La sim card che acquistiamo è della compagnia Vodafone, costa 35 NZD per 1 gb di internet ( 23 € ) . Non è convenientissimo ma comunque meglio delle offerte delle concorrenti 2 Degrees e Sparks, con cui – tra l’altro- il nostro smartphone (un Wiko Rainbow) non è compatibile.
Il deposito auto di Wicked si trova invece nella zona di Penrose, collegata sempre con un treno a Britomart. Ritiriamo il nostro camper, una toyota estima degli anni 90, con 300000 km ed una simpaticissima carrozzeria su cui sono stati dipinti… I puffi! viene subito ribattezzato Puffocar!

Puffocar
Puffocar

Oltre alla macchina, possiamo ritirare dal deposito materiale omaggiato da precedenti camperisti: coperte, cuscini, mappe, oggetti per la cucina… questo ci fa risparmiare un sacco! Saldiamo l’importo comodamente con carta e per prassi la compagnia trattiene, al momento del pagamento, 500 NZD (325 € ) come cauzione (bond), che ci restituiranno alla riconsegna. Siamo in marcia, ma ci sono ancora degli ultimi must do: benzina, prima spesa, passare da casa a ritirare gli zaini, nonché salutare Orna e Neil. Per quanto riguarda la benzina il prezzo medio ad Auckland è di 1,70 NZD/litro ( 1,10 € ), ma in molti benzinai si può richiedere una tessera sconto. La catena Gull è la più economica, erogazione self-service e pagamento solo con carta. La spesa conviene al supermercato Countdown per gli alimenti (corrispondente di Whoolwortsh australiano) ed al Warehouse per attrezzatura varia. Alle ore 15.00 recuperiamo gli zaini ed abbracciamo i nostri amici irlandesi, sperando davvero di ricambiare il favore presto ed ora… partenza!! Direzione Corumandel Pensinsula, nostra prima tappa alla scoperta di questo affascinante paese.

Corumandel Peninsula - Tramonto
Corumandel Peninsula – Tramonto

Raggiungiamo il piccolo centro di Waiomou in un paio d’ore guidando lungo il litorale ovest. Qui lo stop è d’obbligo per assistere ad un tramonto dai colori spettacolari che tanto rendono rinomata questa zona. Estasiati ci dirigiamo verso l’area camping gratuito che, con l’ausilio di Wikicamps, abbiamo scelto per questa notte: il parcheggio della biblioteca comunale di Ngatea , che offre servizi igienici ed anche wi-fi.
Un fattore molto importante da rispettare in Nuova Zelanda sono le aree campeggio riservate solo ai self-contained campers, ovvero quei veicoli dotati di servizi igienici. Chi non possiede un camper attrezzato in questo senso non le può utilizzare, pena multe molto salate. Alcuni self-contained campers, tuttavia, campeggiano anche nelle aree per i non-self-contained e ciò non lo troviamo giusto. Ma pensiamo al menù della cena di compleanno: salsicce di angus (buone!), verdure saltate, spumante e torta di mele (buonissima!) con tanto di candeline da soffiare 🙂 In una notte stellata di settembre, mentre festeggio il mio compleanno percorrendo on the road la Nuova Zelanda, durante il mio giro del mondo, che desiderio potrò mai esprimere…?

Giorno 158/410

Ngatea – Cathedral Cove Beach
Partenza ore 10.00 per Cathedral Cove Beach, sulla costa est della Corumandel Peninsula. Questa spiaggia è una delle più famose in NZ per via delle sue rocce modellate dall’acqua in forme bizzarre, quasi mitiche.

Cathedral Cove Beach - formazione rocciosa
Cathedral Cove Beach – formazione rocciosa

Una volta parcheggiato nella vicina area di sosta, si raggiunge la spiaggia tramite una camminata di 30-40 minuti, molto facile, a ridosso delle scogliere tra boschi e colline. Arrivati alla spiaggia vediamo che non siamo i soli ad avere avuto questa idea oggi: sono presenti un bel numero di persone ed anche gruppi turistici. Comunque non rovinano il fascino del paesaggio per noi nuovo e… magico! Chissà come dev’essere d’estate…

Cathedral Cove Beach - passaggio
Cathedral Cove Beach – passaggio

Prima di raggiungere Cathedral Cove Beach abbiamo fatto sosta a Hot Water Beach, spiaggia che deve il suo nome al fatto che scavando nella sabbia si possono trovare sorgenti d’acqua calda e farsi cosi la propria piscina termale! Dato che sulla Corumandel Peninsula i campeggi gratuiti scarseggiano, ritorniamo al parcheggio della biblioteca di Ngatea, che non ci era dispiaciuto. Sfortuna vuole che stasera finisca la cartuccia del gas e dobbiamo ricorrere ai cibi non scaldabili di emergenza: carote, pomodori, crackers e torta di mele, questa si che ci risolleva il morale!

Giorno 159/410

Ngatea – Okere Falls
Ci svegliamo sotto una pioggia incessante, iniziata nella notte. Appena pronti, come prima cosa compriamo le cartucce del gas. Oggi vorremmo raggiungere il distretto di Rotorua, passando per la località di Tauranga, che trovandosi sulla costa nord potrebbe offrire dei bei paesaggi. Effettivamente sì, li offre,  ma dato il brutto tempo non si possono godere a pieno. Il mare (l’oceano, anzi) è davvero arrabbiato e ci troviamo in una zona ad alto rischio terremoti e tsunami. 😮 Non mancano tuttavia le indicazioni delle vie di fuga e dei punti di raccolta in caso di pericolo. Riprendiamo la strada e ci avviciniamo al distretto di Rotorua. Qui potrebbe trovarsi una delle 3 autostrade a pagamento della Nuova Zelanda, ma noi prendiamo l’alternativa secondaria non a pagamento, ovvero una strada minore. Dato il maltempo rimandiamo a domani la visita alla principale attrattiva di Rotorua – i Geyser – e raggiungiamo il campeggio per la notte, in prossimità delle Okere Falls.

Okere Falls
Okere Falls

Si tratta di cascate non troppo alte (7 metri) ma con una buona portata d’acqua. Si trovano in mezzo ad una foresta molto verde dove vivono anche wallaby e si può pescare, fare rafting o kayak. La corrente è molto forte ma con scarsa presenza di rocce aguzze per cui molti tour operator organizzano qui escursioni per queste attività sportive. Tramite un sentiero ben segnalato si può camminare fino al punto panoramico sopra le cascate e visitare una caverna. Tutto molto bello ma… che lavata! Piove a dirotto e ci siamo dimenticati i pantacqua nel camper, che presto diventerà un umido stendino. Dopo esserci asciugati in qualche modo e cambiati prepariamo la cena, cucinata al riparo del portellone del baule aperto: pasta con ragù di salsiccia, scalda l’anima!

Giorno 160/410

Okere Falls – Rotorua
Rotorua è famosa per essere un’area geotermica con geysers, fiumi termali e piscine di fango. Avvicinandosi infatti si scorgono fumi bollenti fuori uscire dal suolo e laddove sono presenti felci e palme si crea uno scenario davvero ultraterreno. Vi sono molti punti d’osservazione di questi fenomeni e diverse piscine con acque termali, ma quasi tutti a pagamento ed a prezzi decisamente elevati (50 NZD a persona, pari a 32 € ). Esiste comunque la possibilità di usufruire di tutto ciò gratuitamente in questo modo :
1. visitando il geyser “Lady Knox“; il biglietto di ingresso viene richiesto solo nelle ore di attività del vulcano, ovvero dalle 17 alle 21, mentre durante il resto della giornata l’entrata è gratuita (per lo meno d’inverno); questo geyser assomiglia ad un vulcano dal cui cratere esce una nube di fumo molto alta; L’odore non è certamente dei migliori, ma ci si deve abituare…

Geyser Lady Knox
Geyser Lady Knox

2.visitando le mud pools (piscine di fango) vicino al geyser “Lady Knox”; un piccolo lago con il fango che ribolle a temperature altissime, occhio agli schizzi che partono quando le bolle scoppiano. Anche qui l’odore di uovo marcio è molto forte…

Mud Pools
Mud Pools

3. facendo un bagno nel cosiddetto secret spot, il cui nome vero è “Twin Streams”; un fiume di acque termali sui 28°C giusto a lato di una stradina secondaria.

Bagni termali low cost
Bagni termali low cost

Nonostante il colore marroneo dell’acqua, la sensazione di immergersi in acqua calda, quando fuori pioviggina ed è freddo, è stupenda. Il fondale del fiume è basso e la corrente lieve, il che rende il posto tranquillo. Unicamente dei cartelli avvertono di non immergere la testa sott’acqua, rischio meningite!
Terminato questo rilassante bagno ci rivestiamo in tutta fretta per non ammalarci e riprendiamo la strada con destinazione lago di “Waikekemoana”, dove campeggeremo per la notte. Il lago è situato all’interno del Parco “Te Urewere“, su un territorio montagnoso raggiungibile solo da una strada a curve stretta e sterrata, lunga ben 75 km! Tra sgommate e derapate (divertentissime per l’autista, un po’ meno per la navigatrice) riusciamo ad arrivare con ancora la luce, ma purtroppo inizia a salire una fitta nebbia dal lago alterando il paesaggio. Possiamo solo immaginare che d’estate questo posto debba essere meraviglioso. Il campeggio è proprio in riva al lago, quindi dalla strada sterrata principale svoltiamo in un sentiero sulla destra che scende. Il terreno dove ci fermiamo è abbastanza resistente ma l’acqua molto vicina… speriamo il livello non si alzi durante la notte!

Giorno 161/410

Rotorua – Gisborne
La mattina c’è ancora nebbia e pioviggina, ma per fortuna non siamo stati sommersi dall’acqua.
Dal lago partono numerose camminate interessanti ma infattibili con questo tempaccio, per cui, rassegnati, ci rimettiamo in moto. La mattina guidiamo nello splendido scenario del parco tra mucche, alpaca e pecore, raggiungendo Frasertown. Da qui imbocchiamo la strada montuosa ed interna per Gisborne, rinomata cittadina della costa orientale, dove risiedono due nostri amici italiani che tra poco re-incontreremo. Prima di arrivare ci concediamo una doverosa pausa pranzo presso le cascate “Teranga Falls” seguita da uno stop in un bellissimo spiazzo in riva ad un fiume. Entriamo in Gisborne alle 15.00, mentre Mauro ed Elettra, i nostri amici, sono ancora al lavoro. Inganniamo l’attesa passeggiando lungo Kaiti beach, la spiaggia cittadina, e salendo al punto panoramico chiamato Titirangi (un nome che ci segue…), che scopriamo significare “sommità” in lingua maori.

Vista su Gisborne
Vista su Gisborne

Rientrati in città ci incontriamo infine con Elettra che ci conduce a casa sua, un paese 15 km a sud di Gisborne, in mezzo a campi e vigneti. Qui troviamo anche Mauro, di ritorno dalla sua giornata di lavoro proprio in questi stessi campi e vigneti! Che posto stupendo in cui vivono, ce ne facciamo spiegare il perché ed il per come davanti ad una bella birra locale ghiacciata. Scopriamo che non solo ci hanno preparato un bel letto per dormire, ma ci hanno anche organizzato la serata: quiz night (gioco a squadre in cui bisogna rispondere a diverse domande preparate da un moderatore su storia, cinema, sport, geografia e cultura generale) in municipio, dove conoscere tanta altra gente in modo divertente! You are the best guys 🙂

Giorno 162/410

Gisborne
Ci svegliamo presto ed andiamo “a lavorare” con Mauro nei campi. Oggi il suo compito è quello di accompagnare nei terreni dell’azienda per cui lavora un apicoltore suo amico, interessato ad occuparsi delle arnie. Ci spiegano un sacco di cose sulle api e vediamo come sono composte le casette all’interno. Contengono delle reti rettangolari puntate ai 4 lati su assi di legno dove le api “costruiscono il loro alveare”. Senza dar troppo fastidio e con un attrezzo si incidono alcune celle esagonali e si estrae il miele, che ci fanno assaggiare… buonissimo!!!
Apprezziamo talmente tanto che l’apicoltore ci regala un vasetto dei suoi. A fine mattinata raggiungiamo Elettra in centro e dopo una breve visita al mercato locale pranziamo in un pub locale-ristorante. Nel pomeriggio, invece, riposiamo e prepariamo l’impasto per la pizza per la serata: Mauro ed Elettra hanno invitato a casa degli amici, e cosa c’è di meglio di una buona pizza home-made?? Buoni propositi per quando riavremo una casa: cucinare la pizza ed invitare gli amici 🙂

Giorno 163/410

Gisborne
Ci svegliamo molto tardi e dopo un’abbondante colazione Mauro ed Elettra ci accompagnano ad
una degustazione di vini. Diversamente dalla Barossa Valley, questa volta non è gratuita e si paga 8 NZD per 5 assaggi ( 5 € ) oppure 4 NZD ( 2,5 € ) se si compra anche una bottiglia di vino. I 5 vini proposti sono due bianchi, un rosé e due rossi. Tra i bianchi un Semillon beverino ed uno Chardonnay che invece non apprezziamo granché. Il rosé è discreto mentre i due rossi , Cabernet Merlot e Cabernet Merlot riserva rialzano positivamente il livello, soprattutto quest’ultimo. Terminata la degustazione, raggiungiamo in auto la partenza di una breve camminata che conduce al Makorori Lookout: punto panoramico sull’oceano che si infrange contro la scogliera.

Scampagnate
Scampagnate tra amici

Ritornati a casa vai di barbecue e monopoli… ma nonostante le nostre recenti abilità in pianificazione del budget veniamo tristemente stracciati!! >.<

Giorno 164/410

Gisborne – Woodville
L’avventura a Gisborne, purtroppo, è terminata ed è arrivato il momento sempre malinconico dei saluti e degli abbracci… La nostra destinazione odierna è Woodville, passando per Napier. E’ una giornata di guida intensa con stop per la benzina, il pranzo e rimirare le cascate “Maraetorara”. La deviazione dalla strada principale per raggiungerle è un po’ lunga, ma ne vale la pena, sono davvero belle!

Maraetorara Falls
Maraetorara Falls

Proviamo a cercare nelle vicinanze un camping dove dormire e seguendo le indicazioni presenti sulla strada raggiungiamo la costa. Dormire in questa zona con vista sull’oceano sarebbe ideale… ma sfortunatamente non ci sono camping gratuiti perciò possiamo solo riprendere il nostro itinerario originale e una volta sulla strada principale, guidiamo con decisione lungo i 150 km che ci separano da Woodville. Qui troviamo un ottimo camping, lontano dalla strada e sulla riva di un fiume, appartato e con una vista piacevole. La cena di stasera è sostanziosa, per recuperare il pranzo veloce di oggi: fagiolata con patate e funghi… Enjoy!

Giorno 165/410

Woodville – Wayrarapa Lake
Ci svegliamo con calma e per prima cosa andiamo nel centro di Woodwille per una doccia calda nei bagni pubblici. Il costo è di 3 NZD a persona ( 2 € ), ma nonostante siano i servizi di una stazione dei bus, sono straordinariamente in ordine e puliti. A pensarci bene in NZ non è così straordinario: camper e campeggiatori sono talmente diffusi che le relative strutture sono comode ed efficienti. La seconda tappa è Kiriwhakapapa, che si raggiunge prendendo una deviazione dalla strada nr. 2 su cui stiamo viaggiando. Qui si trova la foresta “Tararua” in cui poter fare numerose camminate.

Tararua - Bosco di Sequoie
Tararua – Bosco di Sequoie

Dato che il tempo è un po’ incerto ne scegliamo una breve, di un’ora. Il percorso è ad anello (loop) e molto piacevole poiché attraversa un maestoso bosco di sequoie, passa sopra a numerosi ruscelli ed è allietato dal bizzarro cinguettio di qualche uccello. Ritornati alla macchina continuiamo a guidare verso sud e ci fermiamo a Mastertown per i consueti rifornimenti di alimenti e benzina. Sulla strada che prosegue verso la nostra destinazione notiamo diversi allevamenti di alpaca, animali simili al lama ma con un pelo più folto e lanoso. Sono davvero buffi e simpatici!

Alpaca
Alpaca

In tardo pomeriggio raggiungiamo “l’albergo” per la notte: un campeggio fantastico sulle rive del lago Wayrarapa, ubicato all’interno di una riserva naturale.

Giorno 166/410

Wayrarapa Lake – Wellington
Sveglia presto per raggiungere Wellington, situata sulla punta meridionale dell’isola nord, che oltre ad essere la capitale del paese è anche la capitale più a sud del mondo. 😮 Qui dovremo prendere il traghetto che ci trasporterà a Picton, sull’isola meridionale, dove proseguirà il nostro “camper-trip”. Vi sono diverse compagnie che collegano le due isole attraversando lo stretto di Cook ed i prezzi variano a seconda della stagione (alta o bassa) e del veicolo eventualmente trasportato. Noi paghiamo 235 NZD ( 153 € ) per due adulti ed un mini-van di max 5,50 m di lunghezza (questo costo può essere contrattato con la società di autonoleggio in fase definizione dei prezzi).

On the road
On the road

Mentre siamo in strada tuttavia riceviamo una mail da Interislander, la compagnia navale con cui abbiamo prenotato la traversata , la quale ci avvisa che per un guasto tecnico la “nostra” nave delle 16,00 non salperà, e di conseguenza siamo stati imbarcati su quella successiva delle 20,00. Accidenti, questa non ci voleva: vuol dire approdare sull’isola sud alle 23,00, guidare al buio e raggiungere il campeggio almeno a mezzanotte, rischiando di non trovare posto! Di positivo c’è comunque la soddisfazione di aver comprato una scheda SIM locale, grazie alla quale possiamo avere internet anche in viaggio e ricevere queste utili informazioni. Altro fatto positivo, il tempo sembra migliorare man mano che ci avviciniamo a Wellington. Con molte più ore a disposizione possiamo quindi visitare il museo cittadino “Te Papa”, che ospita interessanti sale sulla natura e sul territorio neozelandesi, sulla storia dell’isola e sulla storia delle migrazioni… decisamente approvato! L’entrata è gratuita mentre il parcheggio in loco costa caro, ma si possono trovare parcheggi non a pagamento nelle vicinanze. Al termine della visita troviamo una comoda area sosta dove cucinarci una sostanziosa pasta per pranzo, con piacevole vista sul mare. Sopra di noi passano di frequente aerei della compagnia nazionale New Zealand Air, che ci confermano Wellington sia piuttosto piccola e ci viene da paragonarla a Genova.

Pausa pranzo a Wellington
Pausa pranzo a Wellington

Nel pomeriggio, con la nostra puffocar saliamo sul Mount Victoria, una collina di 200 metri da cui si gode di una bella panoramica sulla città, sul porto, sulla baia e sui monti tutt’attorno. Curiosità: le foreste lungo i fianchi della collina sono state set cinematografico di alcune scene della saga Il Signore degli Anelli. Riprendiamo la macchina e ci immettiamo nel traffico cittadino, raggiungendo il porto per l’imbarco… quanta attesa, più di un’ora in auto fermi in fila! Passiamo il tempo osservando la colorita popolazione locale, in bermuda ed infradito “perché, in fondo, siamo al mare”, ma con maglione e cappellino di lana “perché…dopotutto…è inverno”.
Alle 20.00 siamo finalmente a bordo del traghetto, che è molto grande, con due piani accessibili dotati di bar, ristoranti, boutiques, e salottini. Le tre ore scorrono tranquillamente, pianificando l’itinerario dell’isola sud (aiutati anche da un membro dell’equipaggio) ed iniziando a pensare alla successiva grande e significativa meta: l’America Latina, sempre più prossima. Scendiamo dalla nave che ormai è mezzanotte e guidiamo verso il primo camping disponibile, che dista solo 10 minuti. Abbiamo l’immensa fortuna di occupare l’ultimo posto libero! E’ stata una giornata intensa, così come il viaggio per tutta l’isola nord, ma credeteci, il meglio deve ancora arrivare… Stay tuned!

Nuovi orizzonti
Nuovi orizzonti

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