Diario di Viaggio: Brisbane, Sydney, Canberra

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Abbiamo trascorso un paio di settimane nella meta vacanziera australiana, la East Coast, tra Brisbane, Gold Coast e Byron Bay. Realizzando un sogno nel cassetto siamo scesi nella cosmopolita Sydney ed infine raggiunto la capitale, Canberra, tra canguri ed abbracci con vecchi amici.

Dove abbiamo dormito
Cosa abbiamo visitato
Diario di viaggio

Dormire: dove siamo stati

Gonow Family Backpacker 

Indirizzo: 145/147 Vulture St, West End QLD 4101, Brisbane

Prezzo: 19 AU$ a notte per persona (13 €) con camera privata, colazione inclusa (Agosto 2016)

Mondeando approva!

Gonow hostel
Gonow family backpacker

Byron Bay YHA

Indirizzo: 7 Carlyle St, Byron Bay NSW 2481

Prezzo: 25 AU$ a notte per persona (17,25 €) in dormitorio (Settembre 2016)

Mondeando approva!

Byron Bay hostel
Byron Bay hostel

Dickson Backpackers PTY – Canberra

Indirizzo: 1/4-14 Woolley St, Dickson ACT 2602, Canberra

Prezzo: 32,50 AU$ a notte per persona (22,50 €) in dormitorio, colazione inclusa (Settembre 2016)

Mondeando approva!

Visitare: i nostri consigli

  • Brisbane: South bank con il suo skyline, la laguna gratuita ed il parco cittadino Roma street parkland.
  • Gold Coast: Surfers paradise ed il tour delle balene.
  • Byron Bay: passeggiare fino al faro e godersi il mare.
  • Sydney: sfruttare il sole di Bronte e Bondi Beach, day trip alla riserva naturale delle Blue Mountains e l’immancabile Opera house.
  • Canberra: visitare gratuitamente il parlamento ed una passeggiata sulla collina “mount Ainslie”.

Diario di viaggio

Giorno 134/410

Sono le 6.00 di mattina e siamo all’aeroporto di Hobart, capitale della Tasmania, uno dei più piccoli in cui siamo mai stati. Il ritiro bagagli è nella stessa sala dei banconi del check-in! Alle 7.00 in punto parte il nostro volo con compagnia JetStar, diretto a Brisbane, capitale dello stato del Queensland (altrimenti detto “the sunshine state”) ed in 2 ore e 30 minuti siamo a destinazione. Per raggiungere il centro della città la soluzione più rapida si chiama “Air Transport”, un treno che parte direttamente dall’aeroporto. La praticità si costa: per l’esattezza 22 AUD (15 Euro circa) a persona, ma si può ottenere un modesto sconto di 2 AUD (1,40 Euro) comprando il biglietto online. Scendiamo alla stazione di South Bank, in prossimità dell’ostello che abbiamo scelto per il nostro soggiorno: “Gonow Family Backpacker”. L’ostello è grande, composto da due edifici: uno principale con reception, salone, cucina attrezzata, camerate ed un secondo più piccolo, ma con cucina propria e stanze in stile guest house asiatiche. Sembra di stare in un appartamento condiviso e la cosa non ci dispiace. La nostra prima giornata a Brisbane è in realtà dedicata al riposo, decisamente meritato dopo la settimana di campeggio tasmaniano ed a seguito della recente levataccia mattutina. La sera, mentre cuciniamo, conosciamo due ragazze italiane che vivono proprio lì, lavorando alla reception dell’ostello, dopo aver trascorso qualche mese di lavoro nelle fattorie: a loro l’Australia è proprio piaciuta!

Brisbane
Brisbane

Giorno 135/410

Trascorriamo anche il secondo giorno in ostello, il quale dispone di cortile con solarium e spazio barbecue, per cui è proprio facile socializzare e far passare la giornata! 😉
La sera, come unica opzione per la cena abbiamo le pizze surgelate da scaldare al forno della catena di supermercati IGA, l’unica aperta fino a tardi anche la domenica.

Giorno 136/410

Oggi, finalmente, si visita la città. Per prima cosa ci dirigiamo al “SouthBank Park Land” e percorriamo tutta la camminata sulla riva sinistra del fiume Brisbane, da cui il nome della città.
Qui si trova la bellissima ruota panoramica che si staglia nel cielo azzurro (biglietto per salire: 20 AUD a persona, poco meno di 14 Euro), i principali musei della città, il GOMA (Gallery Of Moden Art), la biblioteca ed altri centri artistico-culturali.

Ruota Panoramica - Brisbane
Ruota Panoramica – Brisbane

Attraversiamo il fiume tramite il “Kurupa Bridge”, interamente pedonale, ed una volta sulla riva destra visitiamo il “Roma Street Parkland”, un parco verdissimo al cui centro si trova un lago con fontana dove si abbeverano splendidi esemplari di Ibis dal piumaggio bianco e nero e dal becco lunghissimo. Lungo i sentieri in cemento, invece, non è difficile imbattersi in grosse lucertolone verdi stese al sole. Immancabili infine, in vari punti del parco, griglie per barbecue e tavolini per i pic-nic.

Iguana
Iguana @ Roma Street Parkland – Brisbane

Usciti dal parco procediamo in direzione ovest su Albert St. e la percorriamo interamente fino ai giardini botanici, passando per il Brisbane City Hall (il vecchio casinò) ed un vialone pedonale costellato di negozi per lo shopping ed i souvenir. Apprezziamo il roseto, costellato di alberi di forma particolare, e gli spazi “arredati” con tavolini di pietra per rilassarsi, studiare o giocare dei giardini botanici. Naturalmente, sia giardini che parco sono ad ingresso gratuito. Ritorniamo sulla riva sinistra del fiume attraverso il ponte “Goodwill”, anch’esso totalmente pedonale e percorrendo la Broadwalk scopriamo la laguna artificiale di Brisbane: uno spazio in cui è stata installata una piscina con spiaggia bianca e palme tutt’intorno, come a ricreare un idilliaco paesaggio caraibico. Praticamente la città ha una minispiaggia al suo interno, con vista sul fiume e totalmente gratuita! Ma che meraviglia! Ora sono le 17.00 e l’aria fresca ci fa desistere, ma domani torneremo sicuramente per un tuffo!

Vista su South Bank - Brisbane
Vista su South Bank – Brisbane

Giorno 137/410

Sveglia alle 9.00 e colazione in ostello, inclusa nel prezzo ma bisogna sempre fare una dura battaglia per le tazze, che scarseggiano… Come ci siamo promessi ieri, mettiamo il costume e ci fiondiamo alla laguna cittadina per goderci, in relax, la parte più calda della giornata. Forse è questo il punto forte di Brisbane, città che definiremmo “fighetta”: con molti locali, bar, ristoranti chic, vie dello shopping, ma pochi monumenti significativi. La riva del fiume, su cui si affacciano i numerosi palazzoni è notevole ma non compete, a nostro parere, con quella di Melbourne.

Laguna cittadina - Brisbane
Laguna cittadina – Brisbane

Giorno 138/410

È ora di partire anche da Brisbane. La nostra prossima destinazione è Gold Coast, a 66 km a sud della capitale. Questo centro è una delle principali mete dei surfisti e del turismo australiano nonché una delle icone più note dell’opulenza e della stravaganza della costa est australiana, grazie ai suoi grattacieli che svettano a bordo spiaggia. Da Brisbane la si può raggiungere con i mezzi pubblici, comprando un biglietto di 16 AUD (11 Euro) che dura due ore ed organizzando bene le coincidenze. Dalla stazione di Southbank prendiamo il treno delle 10.37 AM con destinazione Gold Coast e scendiamo alla stazione di Helenvale, dove saliamo sul bus numero 704 fino alla fermata di Tedder Avenue, a cui arriviamo alle 12.30 in perfetto tempismo. In generale i trasporti pubblici australiani sono efficienti, anche quando si devono effettuare più cambi, l’unica pecca sono i treni ancora a gasolio, uno smacco per l’ambiente… :/ A Gold Coast abbiamo trovato alloggio tramite couchsurfing, e l’indirizzo dato dal nostro host – che chiameremo M., per motivi di privacy – ci porta dritti in un resort all’interno di uno dei palazzi a bordo spiaggia. Ci chiediamo se il nostro contatto abiti veramente all’interno di un resort ed ogni dubbio viene dissipato quando è lui stesso a confermarcelo, venendo ad aprirci il cancello. Ha comprato qualche anno fa un costosissimo appartamento all’interno di questo complesso e pertanto può usufruire di tutti i servizi che include: piscina esterna, griglie per il BBQ, campi da tennis, piscina interna con SPA e sauna, palestra, sala lettura, ecc… ed ovviamente, in quanto suoi ospiti, possiamo usufruirne anche noi! Ragazzi, non siamo stupiti ed increduli, di più!! Ma non finisce qui, perché l’appartamento è altrettanto sbalorditivo: abbiamo la nostra camera con bagno privato, la sala dispone di tavolo da biliardo ed è illuminatissima grazie a due porte finestre giganti che portano ad altrettante terrazze. Come si dice, vita da bomber!

Surfers Paradise
Surfers Paradise – Gold Coast

Trovandoci al 23esimo piano la vista sull’oceano e sui grattacieli della città è sensazionale. La ciliegina sulla torta non tarda ad arrivare: essendo in periodo di migrazione, non è difficile avvistare DAL BALCONE delfini e balene dirigersi verso nord!! Ma davvero si può fare couchsurfing in un posto così?!? WOW! Ci offriamo di preparare la cena al nostro host, fortunatamente il suo piatto preferito sono gli spaghetti al ragù! 😉 I supermercati si trovano nel quartiere di Surfers Paradise, che è poco distante e ne approfittiamo anche per visitarlo. Raggiungiamo la zona passeggiando sulla spiaggia, tra l’oceano agitato da una parte e ruspe che scavano la sabbia dall’altra. Sembra proprio che si voglia edificare ancora, a discapito del paesaggio e dei rischi di costruire palazzi così alti in riva al mare. Arriviamo al quartiere di Surfers Paradise, un insieme di vie per lo più pedonali con negozi, ristoranti, bar e quant’altro. Compriamo l’occorrente per la cena e rientriamo a piedi lato strada, dato che sta calando la sera. Trascorriamo la serata “in casa” parlando con M. di tutto e di più: è una persona estremamente amichevole e strabiliante, con storie di vita emozionanti e punti di vista originali ma molto intelligenti. Abbiamo incontrato una persona che ha costruito i propri sogni e realizzato le proprie ambizioni e non può che segnarci positivamente.

Giorno 139/410

E’ il primo giorno di Settembre, e lo festeggiamo con una bella colazione sul balcone soleggiato, varie partite a biliardo e… un tuffo in piscina con SPA annessa! Dopo 4 mesi di vita da backpacker non abbiamo proprio saputo resistere!!

Idromassaggio
SPA – Che bello couch surfing!

Giorno 140/410

Oggi ci sentiamo meno pigri di ieri e decidiamo di camminare in direzione del molo di Gold Coast, situato a 5 km a nord rispetto alla nostra posizione. Per raggiungerlo si può passeggiare sulla spiaggia oppure lungo un percorso pedonale che la costeggia, intensamente alberato, tanto da sembrare un parco. Ci stupisce un cartello che avverte i passanti della presenza di un “boa constrictor” all’interno del parco, scappato da una tenuta privata e della multa salata prevista per chi tentasse di approcciarlo. Ok, qua sono i più pazzi di tutti!
Superato il pericolo boa, in prossimità del molo tagliamo verso destra ed arriviamo in spiaggia, ma qua nessuno nuota, le onde sono troppo alte e l’acqua troppo fredda! Numerosi invece sono i pescatori che con le loro canne e grosse torce si preparano alla battuta di pesca notturna. Per salire sul molo si paga una sorta di ingresso; noi proseguiamo oltre, verso una spiaggetta più piccola che abbraccia un’insenatura dove un gruppo di surfisti biondissimi è alla ricerca dell’onda perfetta. Da qui si raggiunge una passerella in mezzo alle rocce ed ai gabbiani che porta fino al faro della città. Lo scenario è da film, molto evocativo grazie al faro che si staglia all’orizzonte, spruzzato di continuo dalle fragorose onde oceaniche… Rimarremmo a contemplare il paesaggio per ore, ma ahinoi, sono già le 17.00 e tra poco farà buio. Ci affrettiamo a rientrare, fermandoci solo a comprare del vino e qualcosa di sostanzioso per la cena.

whale watching
Whale watching – Gold Coast

Giorno 141/410

Dedichiamo la giornata alla pianificazione delle prossime tappe: compriamo i biglietti del bus per Byron Bay e del treno notturno per Sydney. Non ci siamo dimenticati delle balene, tranquilli, ma ad ora gli avvistamenti mattutini dal balcone non hanno dato risultati (o forse siamo stati poco pazienti…) per cui, approfittando della nostra permanenza sulla East Coast in questo periodo decidiamo di comprare un tour di “whale whatching” in barca. Il prezzo, di 89 AUD (61,5 Euro) a persona è un regalo che ci possiamo permettere grazie al denaro risparmiato in couchsurfing ed è ad ogni modo in linea con i medesimi tour proposti in altre parti del mondo, vedi Islanda, Argentina, Nuova Zelanda… Inoltre prevede perfino il rimborso in caso di mancato avvistamento. Alcune agenzie del posto vendono lo stesso tour ad un prezzo stracciato di 20 AUD a persona (14 Euro), ma scopriamo che l’offerta vale solo per nazionali o neozelandesi. 🙁
Il pomeriggio lo trascorriamo tranquillamente, passeggiando nei dintorni e preparandoci per la sera: essendo sabato il nostro host M. ci ha invitato a ballare in una delle discoteche di Surfers Paradise, centro anche della movida notturna. Non sapremmo dire quanto costi l’ingresso in quanto abbiamo avuto la fortuna di bypassare la fila. Un cocktail però costa dai 10 AUD (6,90 Euro) in su. Vige inoltre una sorta di “shoe code” sia per uomini che per donne, ovvero si richiede di indossare scarpe eleganti. Ovviamente non disponiamo di belle calzature nel nostro zaino, ma si vede che per stasera han deciso di non farci troppo caso e ci lasciano passare con le nostre sneakers, ormai parecchio vissute. 😉

Distributore automatico infradito!
Distributore automatico infradito! – Gold Coast

Giorno 142/410

Today it’s whales watching day! Il tour che abbiamo comprato ieri parte alle 11.00 del mattino dal molo di Calvin Ave, in Surfers Paradise, ma ci si deve presentare almeno 20 minuti prima per il check-in. Noi alle 10.00 siamo già sul posto, emozionatissimi! La barca parte puntuale e mentre raggiungiamo il mare aperto l’equipaggio offre tè, caffè e biscotti ed il capitano – un tipo scherzoso – ci illustra le mega-ville di proprietà di miliardari o star dello spettacolo e dello sport. Un po’ come sul lago di Como, no… Dopo mezz’ora circa di navigazione raggiungiamo l’oceano e non tardiamo ad avvistare una balena, ma le barche che si sono già posizionate intorno sono troppe e la nostra non può avvicinarsi. La regola prevede un max di due imbarcazioni nello stesso punto ed una distanza minima di 300 metri l’una dall’altra, quindi ci allontaniamo.
Proseguiamo verso l’oceano aperto e nell’attesa di scorgere il grosso cetaceo il capitano ci spiega qualche trucco per avvistarlo: generalmente si intravedono prima gli sbuffi d’acqua, poi la schiena con cui la balena disegna un semicerchio, infine dà il colpo di coda e si re-immerge, lasciando una lunga scia. Il tipo di balena che attraversa questi mari è denominato “humpback whale”, è lunga dai 14 ai 16 metri e può arrivare a pesare 55 tonnellate. Il dorso è scuro, mentre il ventre è bianco ed i denti sono a spatola. Raggiunto il punto prestabilito, il capitano dà l’ordine di rallentare ed ecco che una balena emerge proprio davanti alla nostra barca! Sarà a meno di 100 metri di distanza… wow, è davvero gigante!! I movimenti sono proprio quelli descritti: sbuffo, schiena, coda, scia e con le nostre fotocamere e telecamere cerchiamo di non perderne neanche uno!
Per il terzo avvistamento ci dirigiamo ancora più al largo (sembra che ci stiano portando in Nuova Zelanda ormai eheh) dove scorgiamo un gruppetto di tre balene, forse una coppia di genitori con il figlio. Non ci sono altre barche oltre la nostra, per cui riusciamo ad affiancarle ed a seguirle per un bel pezzo, sperando in un bel salto acrobatico. 🙂 Alla fine non ce lo concedono, ma noi siamo lo stesso contentissimi: era un sogno coltivato da tempo e che questo viaggio puntava proprio a realizzare!
Allo scadere delle 3 ore il tour termina e la barca fa rientro. Nel raggiungere il molo l’equipaggio passa tra i sedili vendendo le migliori foto effettuate alle balene durante le varie uscite più un cd per un totale di 25 AUD (17,25 Euro). Va bene che siamo in Australia, ma dato il prezzo del tour almeno una foto potevano includerla… Torniamo a “casa” soddisfattissimi e raccontiamo a M. tutti i nostri avvistamenti, davanti a un bel piatto di spaghetti!

PS: visto che alcune balene arrivano anche molto vicino alla costa, non è una cattiva idea noleggiare una moto d’acqua e raggiungere il punto di congiunzione con l’oceano. Il costo può risultare uguale al tour ma l’esperienza è decisamente più ravvicinata!

Giorno 143/410

Salutiamo la Gold Coast e M., che non dimenticheremo mai, e ci dirigiamo verso Byron Bay, ritenuta da alcuni la perla della East Coast. Anche la Gold Coast ci saluta degnamente regalandoci lo spettacolo mattutino di un gruppo di delfini che nuotano molto vicino alla spiaggia.

Prendiamo un autobus della compagnia NSW Transport che parte alle 15.10 da Surfers Paradise. La stazione di partenza è situata tra Cavill Ave e Beach Rd, dietro al centro commerciale 4217, ma non è visibilissima perché sembra più lo scarico merci del centro stesso. La si raggiunge con Uber al costo di 5 AUD (meno di 3,50 Euro) oppure con un bus pubblico che costa sempre 5 AUD, ma a persona!

Byron Bay
Most Easterly point – Byron Bay

Il tragitto in autobus verso Byron Bay dura un paio d’ore ed appena scesi ed imboccata la strada per raggiungere l’ostello un ragazzo ci regala dei buoni omaggio per una cena presso “Cheeky Monkey”, un pub locale. Bè, ottima accoglienza, pensiamo. In ostello otteniamo l’upgrade da camerata da 9 persone a camerata da 5 persone, di cui per ora siamo gli unici occupanti. Altro punto per Byron Bay! L’ostello è grande, disposto su due piani e molto accogliente. Possiede una piscina e varie common room e non per ultimo una cucina molto grande, simile a quelle industriali. Il tempo di posare gli zaini, fare un piccolo aperitivo in terrazza ed andiamo a riscuotere la nostra cena dal famoso “Cheeky Monkey”. Il buono cena omaggio si riferisce ad una porzione di nachos con salsa, insomma… poca roba, ma c’era da aspettarselo. Con lo stesso buono però si ha diritto al 50% di sconto su qualsiasi piatto del menù, con birra piccola inclusa e non ci facciamo scappare la “Rump Steak”: un filetto di manzo con salsa al pepe verde e patatine. Torniamo in ostello ma prima di andare a dormire ci fermiamo in terrazza a parlare con due ragazze, una italiana ed una australiana in vacanza.

Giorno 144/410

La nostra permanenza a Byron Bay dura poco, appena 24h, nell’incredulità di molti che reputano questo posto un paradiso. Noi però abbiamo avuto la sfortuna/fortuna di capitare nell’unico giorno di pioggia dell’anno, per cui non riusciamo a capire bene cosa ci stiamo perdendo.
Effettuiamo il check-out dall’ostello: poichè la partenza per Sydney è nel pomeriggio, trascorriamo la mattina passeggiando fino al faro, l’attrazione principale della cittadina. Lungo il percorso – che effettuiamo tra un timido sole e secchiate di pioggia – sono stati posizionati molti punti di osservazione che regalano viste spettacolari sull’oceano.

Spiaggia - Byron Bay
Lookout sull’oceano – Byron Bay

Prendendo un tortuoso sentierino sulla sinistra si può raggiungere la punta di una scogliera che rappresenta niente di meno che il punto più a est di tutta l’Australia. Byron Bay è inoltre meta dei surfisti più temerari, che si svegliano alle 5.00 di mattina per cavalcare le onde prima di iniziare a lavorare, e di una popolosa comunità hippie, che ha trovato qui un pacifico rifugio. In effetti l’atmosfera che si respira è molto amichevole e rilassata, tanto da far definire questo posto come la località più bella di tutto il Paese e ricevere annualmente lo stesso numero di turisti di una città storica e importante, come Firenze ad esempio. Torniamo in ostello per asciugarci e pranzare e conosciamo Ilaria, una ragazza italiana che vive qui da un anno lavorando in ostello dopo averne già trascorsi 4 nella terra dei canguri. Per lei la sua vita è qui, nella “never-ending holiday” di Byron Bay, tranquilla d’inverno ed affollata da ragazzi di tutto il mondo d’estate. Alle 17.00 prendiamo il bus che da Byron Bay ci conduce in un’ora circa alla stazione di Casino, un piccolo centro definito anche la “beef capital” (la capitale della bistecca). Da qui alle 19.30 saliamo sul treno notturno (rigorosamente a gasolio) diretto a Sydney, che è molto comodo e quasi vuoto: meno male, dato che il viaggio dura 12 ore! Good night!

Giorno 145/410

Ore 7.00 am, Central Station, Sydney, New South Wales. Il brulicare della stazione con i suoi altoparlanti e viaggiatori che arrivano, vanno, si incontrano e si salutano ci risveglia. La nostra destinazione è Bronte Beach, dove abitano due amici, Alessandro e Josephine, che gentilmente ci ospiteranno in questi giorni (grazie grazie :D). In stazione compriamo la Opal Card, la tessera dei mezzi pubblici di Sydney, che è gratuita e concede sconti sulle tratte (molto importante visto l’elevato costo dei trasporti qui). Dopo aver preso un treno ed un bus siamo a Bronte Beach, davvero poco lontano dal centro di Sydney: è tranquillo, ma soprattutto si affaccia sul mare ed offre spiagge molto belle. Una camminata lungo la costa conduce a Bondi Beach verso nord ed a Coogee Beach verso sud. Sono 5 km sia da un lato che dall’altro e noi decidiamo di fare il primo tratto che porta a Bondi Beach, sparandoci così i nostri 10 km quotidiani, sotto un sole cocente. Tuttavia la camminata è molto piacevole, in tanti vi praticano jogging. A Bondi Beach facciamo una piccola spesa e subito realizziamo di essere capitati in una città decisamente cara (per fare un esempio peperoni e pomodori vengono venduti quasi a 1 dollaro cadauno!). Ceniamo a casa tutti assieme con menù italiano ed un buon Chianti d’importazione (buoni i vini australiani della Barossa Valley, ma di fronte a un Chianti non c’è paragone).

Bronte Beach - Sydney
Bronte Beach – Sydney

Giorno 146/410

Il secondo giorno a Sydney non può che portarci al suo monumento più famoso: l’Opera House, il nostro terzo sogno da realizzare in Australia dopo i canguri e le balene. Il cielo è un po’ nuvoloso, ma confidiamo in un miglioramento. Da Bronte Beach prendiamo il bus nr 440 e scendiamo alla fermata di Martin Place. Da qui percorriamo a piedi gli 800 metri che portano al Circular Quay, la piattaforma dove è installata l’Opera House. Lungo questo breve tragitto abbiamo modo di scoprire un po’ il centro cittadino, costituito da palazzi alti e larghi viali affollati. La moltitudine di gente che percorre queste vie vestita in abiti da lavoro ci riporta brevemente a Milano, ma qui l’atmosfera è molto più tranquilla, meno grigia e ne abbiamo una buona impressione. Prima di raggiungere l’Opera attraversiamo il Macquarie Place Park, inondato di verde e con numerosi Ibis ed infine, siamo davanti al simbolo di Sydney.

Opera House Sydney
Opera House – Sydney

L’emozione di trovarci qui è grandissima, non tanto per la sua bellezza o architettura, ma perché per noi rappresenta davvero l’altra parte del mondo: una terra misteriosa e ricca di stranezze, simboleggia un lungo viaggio ed un avvenimento indelebile nelle nostre vite. Ecco cosa ha voluto dire per noi arrivare davanti all’Opera House di Sydney, una meta nella meta. Con nostro stupore non è un monumento preso d’assalto dai turisti (sarà anche che siamo a metà settimana), ma per lo più è frequentato da lavoratori in pausa pranzo che con shorts e visiera ne approfittano per fare una corsetta con vista (ma quanto corrono in Australia??). Noi, invece, prendiamo uno dei numerosi traghetti che da Circular Quay raggiungono Watson Bay, compiendo un giro quasi completo intorno all’Opera e permettendoci di scattare parecchie foto. Il biglietto di andata e ritorno costa la bellezza di 13 AUD, 9,00 Euro (help!). Un’altra suggestiva vista del monumento e della baia si ottengono guardando dal Sydney Harbour Bridge, il ponte di ferro a sinistra del Circular Quay, ma ragazzi, salirci costa niente meno che 300 AUD a persona, 207 Euro, un salasso!! Ritornati “a terra” girovaghiamo per il centro, dove troviamo la sede della multinazionale per cui era impiegato Tito prima di partire. Magari ci fa un pensierino… ;D

Opera House - Sydney
Opera House – Sydney

Giorno 147/410

La meta di oggi sono le Blue Mountains, un parco naturale enorme (1432 kmq), situato a 130 km da Sydney, dove è possibile trascorrere più giorni tra camminate e campeggio. Il suo nome deriva dall’emanazione bluastra delle piante di eucalipto che popolano le sue montagne. Altre attrazioni sono le particolari formazioni rocciose e la numerosa e variegata fauna locale (purtroppo nessun koala, nonostante l’eucalipto…). L’ingresso è meravigliosamente gratuito.
Dalla Central Station di Sydney prendiamo un treno diretto a Katoomba, dove scendiamo per salire su un bus che ci accompagna fino all’entrata del parco. Durata totale del tragitto 2,30 h per un costo complessivo di 7 AUD, 4,80 Euro, a persona. (sicuramente inferiore ai prezzi di agenzia).

Three sisters - Blue Mountains
Three sisters – Blue Mountains

L’entrata è affollatissima da turisti e già dal piazzale principale la vista è sorprendente: siamo di fronte ad un canyon popolato da alberi che all’orizzonte formano davvero una foschia blu! Come abbiamo imparato a dire qui: amazing!! Sulla nostra sinistra si stagliano le “3 sisters”, ovvero tre rocce con la stessa forma a punta, data dall’erosione di pioggia e vento. Attraverso un breve sentiero le si possono ammirare da più vicino, ma occhio agli scalini ripidi! Dal piazzale partono altri percorsi che permettono di esplorare tutto il parco: dai monti alle valli, alcuni addirittura riservati solo ad esperti di trekking e ciclismo. Noi scegliamo un sentiero che dalla destra del piazzale conduce a delle cascate, chiamate Henry Cliff, attraversa una foresta pluviale e raggiunge il punto finale in una vallata denominata Scenic World, da cui potremo prendere il bus per il ritorno. La camminata dura un paio d’ore, è facile e piacevole, anche se il sentiero è piuttosto fangoso. Le viste sulle vallate sono a dir poco spettacolari e quasi paradisiache, condite dal volo maestoso e dal verso insolito di numerosi kakatoa ed altre varietà di pappagalli.

Kakatua - Blue Mountains
Kakatua – Blue Mountains

Rientriamo con il bus delle 15.00 ed al nostro arrivo a Sydney scopriamo che le sorprese non sono ancora finite: Ale e Josie hanno deciso di invitarci fuori a cena, in una pizzeria italiana! Che gentili e che idea super!! Il posto è la pizzeria Catania a Bondi Junction, dove tutto il personale è italiano ed anche i prodotti provengono dal Bel Paese: rucola, mozzarella, grana, prosciutto crudo, birra Menabrea… potremmo non andarcene più da qui! =P Grazie ragazzi!

Pizzata Italiana - Sydney
Pizzata Italiana – Sydney

Giorno 148/410

Salutiamo temporaneamente Sydney, dove faremo ritorno tra un paio di giorni per prendere il volo che ci condurrà in Nuova Zelanda. L’ultimo week end australiano lo passeremo a Canberra, nonostante parecchi ce lo abbiano sconsigliato (in quanto la città non ha un granché da offrire ed è diventata capitale per porre fine al contenzioso tra Sydney e Melbourne, tra i due litiganti…). A Canberra tuttavia ci sono altri amici che ci aspettano, e questo vale più di mille attrattive. Da Sydney a Canberra viaggiamo in bus, il biglietto costa 150 AUD a/r per due persone (104 Euro) con partenza alle 8.00 di mattina e arrivo alle 11.30. Alla stazione degli autobus di Canberra troviamo Ella che è venuta a prenderci in macchina. Ella è australiana, di Melbourne, vive e lavora a Canberra con Shaun, il suo compagno irlandese. Ci accompagna all’ostello dove alloggeremo, che è grande e semivuoto, al punto da permetterci di avere una stanza da 7 letti solo per noi. Anche la cucina è immensa e ben attrezzata, con tanto di lavastoviglie. Nel pomeriggio, assieme ad Ella e Shaun visitiamo la National Art Gallery, che ospita opere di artisti neozelandesi, australiani ed ha una sala interamente dedicata all’arte maori. Troviamo invece chiusa la sala delle fotografie, sfortunatamente. La seconda tappa è la Parliament House of Australia, ovvero il Parlamento, visita immancabile in una capitale. Come abbiamo già notato più volte in questo Paese, le sedi governative sono facilmente accessibili a turisti e visitatori ed anche il Parlamento non fa eccezione. L’ingresso è gratuito ed in alcuni orari si può usufruire di un tour guidato sempre a costo zero.

Visita al parlamento - Canberra
Visita al parlamento – Canberra

Poiché non sono in corso consultazioni o votazioni, abbiamo il permesso di accedere anche alla sala dei deputati ed a quella dei senatori, che nonostante siano vuote fanno un certo effetto per la loro importanza. Infine, in un altro grande salone è custodita in modo permanente dal 1957 la “Big Picture”, un quadro di grandi dimensioni (305 cm x 510 cm) di cui gli australiani sembrano andare molto fieri. Il dipinto raffigura infatti la proclamazione del primo Parlamento australiano, in data 9 maggio 1901. L’autore, Tom Roberts, ha impiegato ben tre anni per portarlo a termine, raffigurando con precisione i volti dei politici di allora presenti alla cerimonia.
Terminiamo la nostra visita di Canberra in un hotel il cui bar offre una bella vista panoramica sulla città, dove poter gustare un buon aperitivo con del vino locale. Siccome è sabato trascorriamo la serata al pub dove lavora Shaun, un birrificio irlandese (praticamente l’unico in città) con ottime birre artigianali che vanno dagli 8 (5,52 Euro) ai 12 AUD (8,20 Euro)… Slainte! ;D

Giorno 149/410

Il programma di oggi prevede una passeggiata sul Mount Ainslie, un promontorio di poco più di 800 metri alle porte della città, in compagnia di Ella e Mariana, una sua amica brasiliana, conosciuta al pub la sera prima. Il Mount Ainslie sorge alla fine del viale dove è situato anche il memoriale ai caduti, per cui dal centro città è raggiungibile anche a piedi. Il sentiero per raggiungere la cima del monte ed il suo punto panoramico è semplice e comodo e richiede meno di un’ora. Dall’alto si ammirano la città e le pianure che la circondano. Per scendere imbocchiamo un altro sentiero, dal lato opposto rispetto a quello da cui siamo saliti, più boscoso. Ed è proprio qui, dove meno ce lo saremmo aspettati e quando ormai pensavamo di aver perso le speranze, che ci imbattiamo in un gruppo di canguri “into the wild”. Ma che figata! Sono un sacco e ci fissano in continuazione. Se proviamo ad avvicinarci alcuni cambiano di posizione saltellando, come a comporre una formazione. Chissà cosa pensano… noi sicuramente, di vedere dei canguri in libertà, a pochi passi dal centro di Canberra, non l’avremmo mai immaginato!
Ritornati in centro, raggiungiamo Shaun al pub dove lavora e qui salutiamo sia lui che Ella, forse la prossima volta che ci riabbracceremo sarà a Dublino… intanto vi auguriamo tanta fortuna per i vostri progetti! 🙂

Ciao Ciao
Ciao Ciao Amici – Canberra

Giorno 150/410

Rientriamo a Sydney con il bus delle 11.00 di mattina ed alle 15.00 siamo a destinazione. Per l’ultima notte australiana abbiamo trovato ospitalità tramite couchsurfing nel quartiere Surry Hills, che come dice il nome, è irto di saliscendi e le salite con gli zaini sono belle toste!
Trascorriamo la serata con il nostro host che ci chiede parecchie informazioni sull’Europa, posto dove sogna da sempre di poter viaggiare. La nostra prossima meta invece è una terra delle meraviglie… la Nuova Zelanda!! Siate pronti a stupirvi!