Stung Treng, Phnom Penh e Sihanoukville (Cambogia)

Dove abbiamo dormito
Cosa abbiamo visitato
Informazioni utili
Diario di viaggio

Dove abbiamo dormito

Lucky star guest house – Stung Treng

Indirizzo: strada numero 63, Stung Treng
Prezzo: 3,60€ per persona/notte, camera matrimoniale con bagno privato.
Note: pulito, silenzioso, economico con Wi-Fi funzionante in tutte le aree.

Mondeando approva

Ostello Stung Treng
Lucky star guest house – Stung Treng

Ok guest house – Phnom Penh

Indirizzo: Long Nget Street (258), Phnom Penh
Prezzo: 3,70€ per persona/notte, camera matrimoniale con bagno privato.
Note: camera modesta senza finestre, ma pulita. Internet Wi-Fi funzionante.

Mondeando approva.

Ostello Phnom Penh
Ok guest house – Phnom Penh

Mick & Craig’s – Sihanoukville

Indirizzo: Okhheuteal street n°500, Sihanouk
Prezzo: 3,70€ per persona/notte, camera matrimoniale con bagno privato.
Note: camera essenziale. Internet Wi-Fi funzionante.

Mondeando approva.

mick and craig - Sihanoukville
Mick & Craig’s – Sihanoukville

Cosa abbiamo visitato

Stung Treng: Centro città

Monumento indipendenza
Museo nazionale
Central Market
Wat Phnom
Residenze Reali
Passeggiata sul fiume Tonle Sap

Sihanoukville: Serendipity Beach
Sihanoukville: Otres Beach

Informazioni utili

Prelevare

Se si possiede carta bancomat straniera gli ATM bancomat permettono di prelevare solo in US$ con una commissione locale di 4 o 5 US$ per prelievo (più eventuale commissione della propria banca). Il dollaro USA è la seconda valuta ufficiale della Cambogia e praticamente tutti gli esercizi lo accettano (per non dire che lo preferiscono al riel). Il cambio è a 1 US$ 4000 riel , non “scavallano” molto. E’ conveniente prelevare in US$ e cambiarli all’ufficio di cambio, quelli onesti generalmente applicano un cambio di 4070. La cosa migliore sarebbe quella di arrivare con già il contante “in tasca” cosi da evitare anche i costi di prelievo, ma naturalmente comporta il rischio di essere in viaggio con tanta valuta.

La capitale Phnom Penh si traduce in la “Collina di Penh” e sorge nel punto in cui il fiume Tonle Sap confluisce con il Mekong. La leggenda racconta che una vecchia signora di nome Penh abbia trovato in riva al fiume 4 statue del buddha, le quali vennero successivamente trasferite su una collina per essere adorate. Su questa collina si è sviluppata la futura capitale a cui è stato dato il nome dell’anziana signora.

Diario di viaggio

Giorno 58

Partiamo dall’isola di Don Det, nel sud del Laos alle ore 8:30 con una barchetta a motore che in mezz’ora raggiunge la riva di Nakasang, sulla terraferma. Da qui arriviamo a piedi alla stazione dei bus, dove, dopo qualche minuto, arriva una signora in motorino e strilla: Stung Treng 2 persons! Siamo noi, e la signora fa parte della compagnia turistica Soraya, con cui viaggeremo fino in Cambogia. Ci fa segno di seguirla in motorino fino al suo ufficio, poco distante. Qui un collega ci fa compilare i documenti necessari per richiedere il visto cambogiano: Il Visa Application Form e la “Arrival Card”. Ci informa che il bus arriverà tra le 9.30 e le 10.00 e che ci attenderà direttamente in dogana. Alle 10 arriva il minibus, siamo gli ultimi passeggeri ad essere caricati, poco male perchè “vinciamo” i posti davanti. Il viaggio fino alla dogana è molto breve, durerà si e no 20 minuti. Qui troviamo il dipendente dell’agenzia Soraya che con la sua moto fa avanti e indietro tra le due frontiere curando che le operazioni di passaggio dei “suoi” passeggeri si svolgano tranquillamente. Alla frontiera laotiana ci fanno il timbro di uscita e poi percorriamo il tratto a piedi per arrivare in dogana cambogiana. Evitiamo la fregatura del controllo sanitario (altro non è che una forma per spillarti soldi facendoti firmare un foglio in cui certifichi che stai bene) e ci dirigiamo verso i due sportelli doganali, uno per l’applicazione del visto ed uno per il timbro. Davanti a noi ci sono altri ragazzi di varie nazionalità, ma l’attesa non è lunga.

Zaino in spalla - Stung Treng
Zaino in spalla – Stung Treng

Terminate le formalità ci indicano il prossimo bus in partenza su cui salire, che parte subito e possiamo finalmente rilassarci e dire: “è fatta, siamo in Cambogia”. Il viaggio in bus fino a Stung Treng si svolge principalmente su strade sterrate, attraversando ponti in legno allucinanti e qualche sporadica capanna ai lati. Ci immaginavamo la Cambogia più ricca di Laos e Vietnam, ma dallo stato delle strade non sembra. Arrivati a Stung Treng dopo un’ora buona di tragitto il bus si ferma all’inizio di una rotonda in cui convergono 4 grandi strade, in una zona centrale. Meno male, ci aspettavamo di venire lasciati alla solita stazione dispersa in periferia in balia dei tuk tuk. Appena scesi notiamo subito un chioschetto con dei tavoli e dei frigo e ci fermiamo per bere qualcosa, riprenderci e farci dare delle indicazioni. I proprietari sono molto gentili, sorridenti e curiosi circa il nostro peregrinare. Ci indicano dove poter alloggiare a buon prezzo e quali strade prendere per il centro città e per il fiume. La guest house che ci consigliano è proprio a due passi dal loro chiosco ed è fenomenale! Ha un grandissimo patio, piastrellato e tirato a lucido, con tavoloni e panchine in legno verniciato. La ragazza della reception non parla tanto inglese ma è sorridente e assai compiaciuta appena riesce a farsi capire. Anche la camera è spaziosa, luminosa e pulita con un bagno grande, abbiamo anche l’acqua calda! (dopo i giorni passati nelle capanne sul Mekong questo ci sembra oro) Ci riposiamo alla grande e verso metà pomeriggio usciamo in esplorazione, ma sopratutto alla ricerca di cibo, dato che tra viaggi e dogane è da stamattina che siamo a stomaco vuoto!
Appena in strada ci imbattiamo subito nel mercato cittadino, molto grande ed affollato. Come nel mercato di Pakse la merce è esposta su dei teli adagiati per terra e consiste principalmente in verdure e pesce. Raggiungiamo la riva del fiume (o meglio, dei fiumi, visto che Stung Treng sorge sul punto in cui il fiume Se Kong affluisce nel Mekong) e sulla banchina si alternano molti carrettini che vendono latte di cocco, frutta varia e spiedini.
Entriamo in una guest house che fa anche da ristorante dove ordiniamo un piatto di noodle locali e per secondo un piatto tipico, il lok lak. Si tratta di carne di manzo o pollo, marinata in una gustosissima salsa di soia e ostriche e infine cotta nel wok. Solitamente è accompagnata da patatine fritte o riso: davvero una delizia. Girovaghiamo ancora un po’ per le viuzze, ma come cala la sera incombe su di noi una sorta di tempesta di sabbia, per cui rientriamo in casa.

Giorno 59

Ci svegliamo con calma ed andiamo a fare colazione in un locale non distante dalla guest house, il piatto più economico (ma comunque soddisfacente) sono uova in camicia con toast a cui noi aggiungiamo un ottimo ananas comprato ad una bancarella.
Stung Treng non offre molte attrattive al visitatore, così come Muang Khua in Laos: si tratta di una cittadina di frontiera, principalmente di passaggio. Di positivo c’è che si possono trovare una buona varietà di alloggi e gli uffici di cambio applicano dei tassi favorevoli.
Al massimo si possono effettuare delle gite in barca sul fiume o – per i più avventurosi – delle escursioni nelle foreste circostanti.
Il resto della giornata lo dedichiamo ad aggiornare il blog e pianificare la nostra permanenza in Cambogia. Decidiamo che la prossima meta sarà la capitale, Phnom Penh, e per 60.000 Riel a testa (circa 13,00 €) compriamo in una guest house che fa anche da agenzia viaggi i biglietti del bus (minivan) per il giorno successivo. Ceniamo con un immancabile riso e verdure saltate e lok lak di manzo (non di qualità come quello del giorno prima, mannaggia).

Motorino camioncino - Stung Treng
Motorino camioncino – Stung Treng
Giorno 60

Il minibus per Phnom Penh parte alle 13, ma l’agenzia richiede comunque di essere da loro almeno un’ora prima. Ci presentiamo 11.30 e ci facciamo preparare un’abbondante colazione, dato che dispongono anche di ristorante: macedonia, toast con uova, yogurt, caffè freddo e, per ultimo uno sfizio, la pizza-baguette. Praticamente è una baguette tagliata a metà su cui è spalmata della salsa di pomodoro, del formaggio filante (dubito fosse mozzarella…) e origano (o spezie). Non male! Alle 12.30, con largo anticipo arriva il bus. A bordo, tra gli altri passeggeri, conosciamo una ragazza statunitense, che vive e lavora a Stung Treng e ci regala qualche consiglio su cosa fare nella capitale. Gli altri 4 passeggeri invece sono tutti cambogiani. Il viaggio scorre velocemente (nonostante duri 6 ore totali) e piacevolmente, con qualche attimo di terrore durante l’attraversamento dei ponti di legno che a noi paiono instabilissimi.
Verso Phnom Penh ci coglie un diluvio ed un cielo nero come mai visto. L’arrivo in città inoltre è abbastanza shockante, dopo un mese trascorso tra montagne, campi e giungle. La città ci ricorda un po’ Hanoi, ma sembra ancora più grande e più alta. Ci sono palazzoni in cemento ed a vetrate, molte macchine in strada (forse più dei motorini), grossi centri commerciali e lussuosi negozi di brand stranieri. I nostri compagni di viaggio ci spiegano che in realtà il minibus non ha un punto di arrivo preciso, ma si può’ concordare con l’autista la fermata, per cui chiediamo di farci lasciare quanto più possibile vicino al centro. Da qui prendiamo un tuk tuk che per 4 US$ ci conduce all’ostello che abbiamo prenotato, nei pressi del monumento all’indipendenza.
In ostello ci aspetta però una brutta sorpresa: sebbene avessimo riservato una stanza il giorno prima, non hanno registrato la nostra prenotazione (devono aver fatto qualche casino con le mail) ed ora, essendo pieni, non hanno più posto. Risolvono pero’ molto celermente chiedendo alle guest house vicine ( la via ne è piena) disponibilità per una camera allo stesso prezzo ed in cinque minuti siamo sistemati nella OK guest house, in una camera doppia graziosa con bagno privato.

Piazza indipendenza - Phnom Penh
Piazza indipendenza – Phnom Penh

Siamo stanchi e ceniamo direttamente in guest house con lok lak (nuovamente, purtroppo, non raggiungiamo i livelli di Stung Treng) ed un altro piatto tipico della cucina kmher, l’amok con pollo. Una pasta al curry unita a latte di cocco e uovo sbattuto che crea una zuppetta dolce e saporita allo stesso tempo. Tutto buonissimo, ma necessitiamo di una bella passeggiata per digerire e quindi passeggiamo fino al monumento all’indipendenza, in una piazza a forma ovale. La sera è tutto illuminato ed anche le fontane antistanti brillano di luci colorate. Il monumento è sorvegliato da diversi militari, che durante la notte si danno il turno. Per dormire hanno a disposizione delle amache, tirate tra le aste porta bandiera che circondano un lato della piazza. Di fronte al monumento sorge anche una grande statua dedicata al re Norodom Sihanouk, fautore dell’indipendenza della Cambogia.

Giorno 61

Dopo colazione visitiamo nuovamente il Monumento all’indipendenza, per immortalarlo in qualche foto anche alla luce del sole. Ci dirigiamo poi verso le Residenze Reali, i cui giardini sono accessibili al pubblico, ma dal nulla scoppia un diluvio, nonostante un sole accecante fino a poco prima e corriamo allora a ripararci in uno dei tanti bar affacciati sul fiume.
Passata la pioggia ritorniamo alle Residenze, chiuse per la pausa pranzo per cui, come il Re, ci rechiamo anche noi a cercare un locale per pranzare. Ne troviamo uno che propone noodles fatti a mano, la preparazione della pasta ricorda un po’ quella di Kaifeng in Cina e così come a Kaifeng i noodles sono squisiti.

Sbagliano però l’ordinazione e ci portano noodles con tofu invece che con pollo (abbiamo forse l’aria di vegetariani!?). Minaccia ancora di piovere per cui decidiamo di rimandare visita alle Residenze Reali e visitiamo invece il museo nazionale di Phnom Penh, che contiene la più importante e ricca collezione di arte khmer del Paese. Al di là delle sculture khmer (che lasciamo ai veri intenditori) ci affascina la sezione dedicata alla prima guerra mondiale, in cui la Cambogia ha preso parte andando a rimpolpare l’armata francese, ed ai resti dei sottomarini e delle navi affondate nei mari cambogiani durante il conflitto.
Finita la visita ci rechiamo verso il Central Market per qualche acquisto a buon mercato: magliette e pantaloni, a 3 US$ l’uno. È proprio grande e ricolmo di bancarelle principalmente di vestiti, accessori (occhiali, borse, foulard) ed elettronica (telefoni, cuffie, chiavette usb, cavi, casse..). Nella zona si trovano anche uffici di cambio con tassi migliori che in centro città.

Central Market - Phnom Penh
Central Market – Phnom Penh

La sera, molti bar e ristoranti, sia internazionali che locali, propongono happy-hour con prezzi delle bevande ribassati, se non dimezzati, oppure con bevanda inclusa nel costo della cena, per cui ceniamo in un ostello con piatti tipici per un totale di 3.50 US$ a persona.

Giorno 62

Facciamo colazione nella nostra guest house, ma la qualità del caffè locale non rispecchia quella laotiana, meglio il nescafè solubile, il che è tutto dire!
Non piove ed anche la temperatura è calata rispetto al giorno prima, così possiamo visitare con più serenità il Wat Phnom, il tempio principale della città e che, come recita il suo nome, si erge su una collina. Per raggiungere la sala principale infatti è necessario inerpicarsi su una bella scalinata. La sala contiene varie statue del buddha e dei dipinti sulle pareti, che raffigurano momenti della vita del buddha. Non ci delude ma non lo troviamo tanto diverso (o più bello) rispetto ad altri già visti. Dal tempio si può scendere attraverso il giardino sul retro. Lungo il pendio della collina è stato installato un orologio tutto contornato da fiori. Nel giardino non è difficile inoltre scorgere anche qualche scimmia che si cala dai rami degli alberi e senza paura si avvicina alle persone in cerca di cibo.

Vat Phnom - Phnom Penh
Vat Phnom – Phnom Penh

Successivamente ci rechiamo – finalmente – alle Residenze Reali, vi ricordiamo qua che per accedervi sono richiesti abiti lunghi. L’ampio giardino è composto da molti palazzi in architettura khmer, visitabili pero’ dall’esterno e solo in alcune sale si è permesso “sbirciare” dentro. Assieme a noi sono in visita anche molte scolaresche che scattano foto con l’intensità dei giapponesi in visita a Roma. Ovviamente i palazzi dove risiede il re e la sua famiglia non si possono né visitare, né raggiungere. All’interno dei giardini si trova anche un altro monumento per cui Phnom Penh è nota: la pagoda d’argento.
Terminata la visita ci concediamo una bella passeggiata sul lungofiume, dove molti ragazzi si ritrovano per far due tiri a pallone, jogging o altre attività sportive. Sulla riva sorgono inoltre la maggior parte dei locali internazionali di Phnom Penh, con menù occidentali e prezzi, ovviamente, più elevati.
Siccome la pioggia non si era ancora fatta vedere oggi ecco che arriva proprio prima di sera, più forte ed incessante che mai. Ritorniamo quindi nella nostra guest house e decidiamo la nostra prossima destinazione: Sihanoukville, sul mare, sperando nel tempo! Il biglietto del bus diurno costa 7 dollari a testa e prenotiamo due posti per il giorno successivo.

Palazzo reale - Phnom Penh
Palazzo reale – Phnom Penh

 

Palazzo Reale - Phnom Penh
Palazzo Reale – Phnom Penh
Giorno 63

Scendiamo nella hall a far colazione carichissimi per i prossimi giorni di mare. Alle 9 circa arriva il minibus a prenderci per portarci in stazione e da qui saliamo su un vip bus di due piani, molto grande e spazioso, con destinazione Sihanoukville. Il viaggio dura in totale 5 ore, di cui una sola per uscire dal traffico di Phnom Penh. Arrivati a destinazione, scopriamo che in realtà il bus non conduce fino alla località di Sihanoukville. ma si ferma ad un benzinaio a ben 7 km, dove i turisti appena arrivati vengono assaliti da taxi e ragazzi in motorino che tentano di guadagnarsi la giornata con il passaggio fino in centro. Cominciamo a concordare con un paio di ragazzi il passaggio in moto e riusciamo a scendere dagli 8 US$ inizialmente richiesti a 4 US$ a testa.

Sihanoukville
Sihanoukville

A Sihanoukville abbiamo già prenotato l’alloggio, in una guest house chiamata Mick & Craig’s, presso la spiaggia di Serendipity. Riconosciamo che l’alloggio è molto bello, le camere sono disposte su due piani e si affacciano tutte su un giardinetto interno molto curato, che ricorda un po’ i nostri residence. Poggiamo gli zaini ed anche se ormai si sta facendo sera ci rechiamo in spiaggia. Sulla strada si trovano molti bar, pub e ristoranti con “buttadentro”, spesso ragazzi stranieri venuti a lavorare per la stagione estiva. In spiaggia ci aspetta uno spettacolo davvero incredibile: c’è un mega festone! Non riusciamo a capire se perché sia sabato o se sia dovuto a qualche ricorrenza particolare, fatto sta che moltissima gente è affollata sulla sabbia e griglia carne o pesce, mentre c’è chi lancia nel cielo razzi e lanterne cinesi, oppure si getta in mare a fare il bagno, l’acqua è caldissima! Superati i primi locali “per turisti” si raggiungono i locali frequentati quasi unicamente dalla gente del posto: dei grandissimi spazi aperti attrezzati con tavolate e seggioline, oppure sdraio, dove si cucinano principalmente piatti di pesce. I prezzi non sono economicissimi, una portata costa minimo 4 US$, ma la qualità è eccezionale. Assaggiamo come antipasto un piatto di gamberi ed un piatto di calamari grigliati a cui facciamo seguire dei noodles con pesce da leccarsi i baffi. L’unica cosa che ci sentiamo di criticare è la quantità, un po’ misera. La spiaggia è affollata sia da gruppi di ragazzi che da famiglie, insomma è un’enorme grigliata di paese lungo tutto il litorale. Divertiti ed affascinati percorriamo tutto il bagnasciuga accompagnati dalla musica e dalle luci dei locali cosi come dalle scie dei razzi che vengono sparati continuamente. Una gran figata!

Giorno 64

Ci svegliamo presto la mattina e corriamo verso il mare, ma piove, il cielo è grigio e di conseguenza anche il mare non è invitante. Il fondale è sabbioso e purtroppo è rimasto qualche rifiuto dalla festa della sera precedente (conseguenza abbastanza scontata). Entriamo comunque in acqua ma nuotare è un po’ un impresa dato che il livello è molto basso e si toccherà per metri, forse chilometri… La gente del posto non si fa scoraggiare più di tanto e nuota tranquilla o pranza nella pineta dietro la spiaggia. Trascorriamo qui la nostra giornata, immersi comunque in un ambiente sereno e pacifico. La sera molti locali prevedono l’happy hour e noi ci lasciamo tentare da quello del bar Utopia: birra a 0,25 US$ dalle 20 alle 21. Per cena invece approfittiamo dell’offerta di un ristorante che cucina pizze: comprandone due se ne ottiene una terza in omaggio con birra inclusa, al costo totale di 12.5 US$. A differenza di quella provata a Pakse questa pizza non è niente male: nonostante la cottura in forno elettrico ed il formaggio più vicino alla sottiletta che alla mozzarella l’impasto è molto buono, cosi come il resto degli ingredienti, tanto che ce ne sbafiamo 3 in mezz’ora :):)

Giorno 65

Decidiamo di noleggiare un motorino per esplorare anche le altre spiagge intorno. Passeggiando per le vie di Sihanoukville troviamo un meccanico che noleggia anche motorini per 5 US$/24 ore. Il prezzo ci sembra onesto e ne prendiamo uno, automatico, che si rivela però un autentico scassone. Quello che vorremmo vedere è l’isola di Koh Puos, raggiungibile dalla terraferma attraverso un ponte costruito di recente. Come arriviamo al punto di accesso al ponte scopriamo che quest’ultimo è chiuso e non possiamo quindi raggiungere l’isola! D’oh! Riaprirà, si vede, a stagione inoltrata.

Otres Beach - Sihanoukville
Otres Beach – Sihanoukville

Proseguiamo quindi verso nord, in direzione del porto e delle altre spiagge della costa, ma ecco che la pioggia ci attende a metà strada costringendoci a trovare riparo sotto una capannina nei pressi di Prek Treng Beach. E’ davvero un peccato che piova perchè questa spiaggia, nonostante si trovi subito dopo il porto, sembra promettere bene: sabbia bianca, acqua azzurra e folta vegetazione tutt’intorno. Sotto la stessa capanna troviamo un gruppo di ragazzi che sta pranzando con degli spiedini comprati da una bancarella ambulante a bordo strada. Inizialmente penso si tratti di pesce, trovandoci al mare, invece tutti gli spiedini sono di pollo e si va dalle zampette, alle ali e ad altre parti non tanto bene identificate. Tutto cotto su una griglia improvvisata e condito con salse e spezie piccanti. Non sono molto buoni in realtà, la carne è dura e di poco sapore, non fosse per i condimenti. Proseguendo più avanti la strada si perde nel nulla, tentiamo allora di raggiungere le cascate Kbal Chai, all’interno di un parco naturale, ma la strada per arrivarci è sterrata e, causa piogge, impraticabile al momento. Nel frattempo è tornato uno spiraglio di sole e ci rechiamo allora ad Otres Beach, poco oltre la spiaggia Serendipity per un breve bagno. L’acquazzone appena passato ha comunque portato alghe e sporcizia nel mare. Un po’ sconfitti dalla giornata uggiosa torniamo in guest house e ci consoliamo con l’imbattibile happy hour del bar Utopia. Immancabilmente riparte a piovere poco dopo, diciamo addio ad un’altra serata festosa sulla spiaggia. Ritorniamo in guest house, dove scopriamo che hanno organizzato una cena con menu messicano, che non sarà tanto tipico ma è buono, bisogna riconoscere la bravura dei cuochi di questo alloggio.

Giorno 66

E’ il nostro ultimo giorno a Sihanoukville per cui la mattina usciamo presto per riconsegnare il bolide al noleggiatore-meccanico. Non facciamo in tempo a fare 50 metri che tac, ci imbattiamo in un posto di controllo della polizia stradale. Un agente ci fa segno di fermarci e dopo un’occhiata veloce alla patente ci conferma che questa non è accettata per guidare in Cambogia, e che dovremmo almeno essere muniti di patente internazionale (mo ci fregano, penso). Ci accompagna in un gabbiotto a lato della strada dove un suo collega ci chiede nuovamente la patente, ci spiega nuovamente che non è valida e ci informa che la multa per i trasgressori sarebbe di 50 US$. Aggiunge pero’ (e qui arriva il bello) che per stavolta può fare eccezione e venirci incontro, facendoci saldare la multa con quanto abbiamo in tasca, anche se inferiore all’importo intero. In cambio possiamo circolare “liberamente” per tutta la giornata. Davvero un teatrino ben inscenato, tuttavia noi non siamo meno in torto di lui (effettivamente la nostra patente qui non è valida) per cui decidiamo di pagare 20 US$ e non discutere minimamente, lasciando concludere il tutto con una stretta di mano. Di positivo c’è che oggi è una bella giornata e corriamo direttamente in spiaggia, finalmente il mare è calmo, limpido e pulito :). Alle 12 ritorniamo in guest house per il check out e per il pranzo: Amok di verdure con riso e naan indiani, anche in questo caso molto buono. Durante il pomeriggio aggiorniamo il blog ed acquistiamo i biglietti del prossimo bus notturno per Siem Riep, al costo di 15 US$/persona. Il bus arriva alle 19, ed è molto simile a al vip-bus preso nel tragitto Vientiane – Pakse in Laos: il nostro posto è infatti una cuccetta con materasso morbido e cuscino, a bordo si può’ usufruire addirittura di una rete wi-fi. Purtroppo però la bocchetta dell’aria condizionata è bloccata e ci spara addosso aria fredda per tutta la notte. Coperti manco fossimo in un rifugio alpino ci addormentiamo sognando Siem Riep ed i magici templi di Angkor… state con noi!!

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