Diario di viaggio: Pakse e Don Det (Laos)

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Dove abbiamo dormito
Cosa abbiamo visitato
Informazioni utili
Diario di viaggio

Dove abbiamo dormito

Lan Kham Hotel

Indirizzo:  Road nr 13, Pakse
Prezzo: 6,70€ (60.000 lak) a notte, camera doppia con bagno privato.
Note: ottimo rapporto qualità-prezzo e posizione. Wifi funzionante solo nella hall e non nelle camere.

Mondeando approva

Lankham hotel - Pakse
Lankham hotel – Pakse

Ngouphin guest house

Indirizzo: lato nord-est dell’isola, in prossimità del molo.
Prezzo: 4,50€ (40.000 lak) a notte, bungalow con bagno privato.
Note: Prezzo imbattibile e bella vista sul fiume dalla veranda. Molti insetti sia in stanza che in bagno e la doccia è fredda. Il Wifi, incredibilmente, funziona molto bene.

Mondeando approva con riserva.

Ngouphin Guest House - Don Det
Ngouphin Guest House – Don Det

Cosa abbiamo visitato

Pakse: Mercato del pesce
Pakse: Vat Phou
Bolaven Plateau: Tad Lo
Bolaven Plateau: Tad Suong
Bolaven Plateau: Tad Champee
Bolaven Plateau: Tad Fan
Bolaven Plateau: Tad Yuang
4000 isole: Don Det

Informazioni utili

In Laos, il circuito Maestro/Cirrus è scarsamente accettato ed i POS sono ancora poco diffusi. Per quanto riguarda gli sportelli ATM bancomat, solo la banca BCEL ci ha permesso di prelevare contanti applicando una commissione locale di 20.000 LAK (2,20€) ad ogni prelievo.
Una zona meritevole di visita è il Bolaven plateau, nei dintorni di Pakse: è una zona ricca di cascate, piantagioni di caffè, coltivazioni di tè e potrete fare incontri anche con dei fantastici pachidermi :)
Sull’isola di Don Det, sul fiume Mekong, non ci sono bancomat. Assicuratevi di avere della valuta locale in tasca. Non portatevi altre valute (US$, EUR…) poiché vi applicheranno tassi di cambio molto sconvenienti e se vorrete pagare con carte di credito lo scavallo sarà ancora superiore, con tassi da strozzini (fino al 10% di commissione su ogni pagamento).

Diario di viaggio

Giorno 53/365 – Pakse

Arriviamo a Pakse alle 07.00 di mattina: c’è il sole, ed il bus ci lascia nel piazzale della stazione. Una volta scesi, senza temporeggiare, saliamo sul primo tuk-tuk e ci facciamo accompagnare in centro, ma non capiamo bene dove veniamo scaricati. Dopo aver girovagato per una mezz’ora buona a piedi, entriamo in un locale allo scopo di scroccare un po’ di WiFi e troviamo su booking.com l’hotel Lan Kham, economico ed essenziale (6,70€ x doppia con bagno in camera). Detto fatto, in men che non si dica prenotiamo e lo raggiungiamo!
Dopo una bella dormita partiamo in missione esplorazione della città e raggiungiamo a piedi il mercato del pesce: che baraonda! È disordinato, tutta la merce è esposta per terra su dei teloni ed i motorini passano senza pudore tra la gente intenta a far compere.

Mercato pesce - Pakse
Mercato pesce – Pakse

Finita la visita arriva il monsone e veniamo investiti da una valanga d’acqua… l’albergo è troppo lontano, così ci rifugiamo in un bar a bere la locale “Beer Lao”! La serata finisce con un ottimo BBQ da 25.000 LAK a persona (circa 2,80€).

Giorno 54/365 – Pakse

Svegli già di buon ora decidiamo di noleggiare un motorino per l’intera giornata. Ci danno un Honda Wave 125 cc a 4 marce per il prezzo di 50.000 lak al giorno (5,55€) completo di due caschi ed una mappa della città (agenzia Travel Pakse).
La destinazione della gita di oggi è il tempio Khmer di Vat Phou, patrimonio UNESCO dal 2012, situato ai piedi della montagna Phu Kao.
Il sito dista 46 km dalla città di Pakse, ma nel bel mezzo del tragitto… sciiaaafffff… mega acquazzone! Fortunatamente siamo dotati di un pratico poncho e la plastica ci salva da una doccia non prevista.
Arriviamo quasi asciutti a destinazione ed il biglietto di ingresso è di 50.000 LAK (5,55€) a persona + 5.000 LAK (0,55€) per il posteggio motorino.
Il complesso si sviluppa in ampi spazi, con un lago al centro e le rovine che lo circondano. Subito alle spalle del lago si erge una lunga scalinata ed in cima svetta il tempio! Il pezzo forte del sito archeologico è un bassorilievo inciso sopra quella che doveva essere una porta di accesso al tempio.

Vat Phou - Pakse
Vat Phou – Pakse

La nostra visita si svolge sotto una pioggia di media intensità, incessante: quando inizia a piovere veramente forte ci ripariamo in una delle rovine coperte per una buona oretta… Al primo spiraglio di luce discendiamo gli scalini ed una golf car (gratuita), apparsa come un miraggio, ci accompagna al cancello di ingresso.
Il ritorno verso Pakse si svolge naturalmente sotto un mega acquazzone, ma ormai poco importa, siamo vaccinati anche all’acqua.

Vat Phou - Pakse
Vat Phou – Pakse

Poco prima di giungere a casa il cielo ci concede una tregua e così ci fermiamo per una breve sosta in prossimità del grande ponte situato all’ingresso della città, da dove si gode di una bella vista sul Buddha Gigante (posto su una collina poco distante) e su Pakse stessa.
Subito dopo torniamo in ostello, doccia e via di BBQ! Ritornati nel locale della sera precedente il proprietario (un buontempone di origine vietnamita) ci accoglie con un ampio sorriso e ricompensa la nostra fedeltà caricando parecchio le portate e regalandoci del bollito di maiale… :) :) Evviva! In compenso vuole conoscere la nostra storia ed una volta scoperto che siam in viaggio già da parecchio tempo rimane ad ascoltare molto affascinato, tra risate e curiosità.

Giorno 55/365 – Pakse

Sveglia presto, e che il secondo giorno di motorino abbia inizio!
La gita è al Bolaven Plateau con mete:
– cascate Tad Lo
– cascate di Tad Suong.
Si parte per le Tad (cascate in laotiano) e per ben 170 km in moto su strade non proprio bellissime… piccola parentesi… in Laos le strade di altissima importanza sono asfaltate ed in piano (ovviamente sono rare). Le strade di alta/media importanza sono asfaltate ma non in piano, ovvero sono solo colate di catrame su strade sterrate senza aver effettuato alcun tipo di livellamento. La percorrenza è pessima in motorino per via dei dislivelli, con forti pendenze verso la banchina. Le strade invece di bassa importanza sono sterrate e percorse da pickup, 4×4, camion da cava e motorini sgangherati.

On the road - Bolaven Plateau
On the road – Bolaven Plateau

Nel Bolaven Plateau le strade sono quasi tutte a media e bassa importanza, naturalmente…
Lungo la strada per Tad Lo incrociamo fabbriche di caffè, numerose bancarelle e tantissimi animali che attraversano continuamente la strada… mucche, galline, cani, maiali, cinghiali e capre… delle fattorie itineranti! Non si riesce ad andare troppo spediti perché dietro ogni curva può comparire una mucca nel ben mezzo della carreggiata, magari sdraiata in mezzo alla strada, oppure può capitare che un branco di galline possa attraversare senza “guardare”.
Con queste premesse verrebbe da pensare di guidare sempre il motorino a passo d’uomo… e invece ve lo sconsigliamo fortemente! Camion di grosse dimensioni e minivan sorpassano continuamente noncuranti dei mezzi più piccoli, il che comporta sentirsi “chiusi” nelle curve ed il rischio talvolta di “uscire” di strada o di sbandare nella banchina sterrata a margine. 60/70 km/h tenendo ben forte il manubrio e con la mano sul freno si son rivelate le velocità giuste :)

Mappa completa Bolaven Plateau
Mappa completa Bolaven Plateau – clicca per ingrandire

Dopo un paio d’ore di guida “laotiana” giungiamo a Tad Lo, e ci fermiamo in un complesso turistico per chiedere indicazioni. Appena parcheggiato il motorino incontriamo lui… un elefante! Che incontro inaspettato… :) Se ne sta li bel bello in riva al fiume, a rimestare l’erba con la proboscide ed a fare “flap-flap” con le orecchie! Momento bellissimo… Vorremmo avvicinarci, ma non sappiamo come potrebbe reagire, così lo salutiamo semplicemente con un sacco di fotografie.

Elefante - Bolaven Plateau
Elefante – Bolaven Plateau

Ripartiti dopo la breve sosta raggiungiamo le cascate, non prima di aver percorso poche centinaia di metri di strada sterrata. Le fotografiamo da lontano e dopo aver esplorato un po’ la zona, decidiamo di andare a vedere le cascate di Tad Suong, per sfruttare al meglio le ore più calde della giornata.
Il sentiero per arrivarci è sterrato con grosse buche e molto fango… così lo percorriamo tutto tra sgasate in seconda e schizzi dalle pozzanghere.
Arriviamo nel piazzale della cascata, parcheggiamo il motorino (gratuitamente poiché non c’è il custode) e ci addentriamo nel sentiero che porta in cima alla cascata. Da qui si gode – o si gode un po’ meno se si soffre di vertigini – di una vista spaventosa: la cascata sarà alta un centinaio di metri e non c’è nessun tipo di protezione! La foto la facciamo con cautela, lontano dal bordo e poi cerchiamo di percorrere il sentiero ripido e scosceso per raggiungere la base della cascata. A metà però dobbiamo demordere perchè il percorso è veramente ripido con tratti verticali da affrontare tenendosi ben saldi alla corda fissata tra gli alberi a lato del sentiero e noi siamo usciti in infradito e costume, un’attrezzatura più che idonea per la spiaggia, ma non per la situazione corrente. (viva l’estate!)

Cima cascate di Tad Lo - Bolaven Plateau
Cima cascate di Tad Lo – Bolaven Plateau

Rimettiamo in moto il 4 marce e, visto che son ancora le 15:00, decidiamo di ritornare alle cascate di Tad Lo, pensando: “magari riusciamo a scendere e ci facciamo anche il bagno!” Detto, fatto. Torniamo, troviamo un sentierino non visto prima e via… subito in acqua! Nel frattempo conosciamo un paio di ragazzi: Vincenzo, ragazzo siciliano che vive in Olanda ed ha deciso di prendersi 6 mesi di pausa dal lavoro per visitare il sud-est asiatico e Paul, un ragazzo francese anche lui a zonzo da 7 mesi e con vaghe idee riguardo al rientro a casa. E’ sempre bello trovare gente che intraprende viaggi come il nostro!

Tad Lo - Bolaven Plateau
Tad Lo – Bolaven Plateau

Nonostante il bagno sia molto rilassante alle 16:46 ripartiamo in direzione ostello; non possiamo rischiare di viaggiare al buio sulle carreggiate laotiane, più che altro per l’irrispettosa guida degli altri “sbarazzini” della strada (cit.).
Il viaggio di ritorno fortunatamente scorre via liscio ed alle 18:47 siamo a casa!
La sera decidiamo di cenare dal buon “pizza boy” che per 50 lak (5,55€) ci fa una margherita! Mettiamo in chiaro: la pizza era pessima, assomigliava molto alle pizze surgelate di bassa qualità che si trovano nei nostri supermercati, ma dopo due mesi a mangiare sempre riso ci è sembrata sublime.

Giorno 56/365 – Pakse

Terzo giorno di motorino, che bello! Ci mettiamo in marcia sempre in direzione del Bolaven Plateau, a questo giro nella parte sud. Saranno stati i 170 km di ieri seduti in sella al bolide, ma oggi le strade sembrano tutte fantastiche. Guidiamo con decisione ed in meno di un’ora raggiungiamo le cascate di Tad Champee (38 km da Pakse). L’ingresso è a pagamento e costa 5 lak (0,55€) a persona + 3 lak (0,33€) per il mezzo. Per raggiungere la cascate c’è una scalinata sicura ed una volta giunti a valle lo spettacolo è fantastico! Una grande pozza di acqua cristallina accessibile ai bagnanti, con la presenza di sdraio rudimentali, costruite sulla base di assi di legno :)
Per chi lo desidera, al costo di 10k, si può noleggiare una zattera e spostarsi fino a sotto la cascata! È un piccolo angolo di paradiso, azzarderei il posto più bello del Laos!

Tad Champee - Bolaven Plateau
Tad Champee – Bolaven Plateau

Dopo un paio d’ore trascorse nel più totale relax, risaliamo la scalinata e ci fermiamo in uno dei due chioschetti che rifocillano i pochi avventurieri arrivati fin qui, dove ci concediamo un caffè locale (Il Bolaven Plateu è famoso, oltre che per le sue bellissime cascate, anche per le numerose piantagioni di caffè). La bevanda si presenza molto scura di colore ed è servita in un tazzone del tipo caffè americano.. la consistenza invece è densa e corposa ed il gusto è forte e molto deciso… praticamente ci ha sballato!

Stracarichi di caffeina guidiamo verso le cascate Tad Fan, poco distanti ed in meno di 10 minuti siamo sul posto. Queste cascate sono molto alte, ben 120m costituite da due getti gemelli. Il punto di osservazione di queste cascate è all’interno di un resort ed ovviamente l’ingresso è pagamento (10 lak a persona + 3 lak di motorino, poco meno di 1,50€).

Tad Fan - Bolaven Plateau
Tad Fan – Bolaven Plateau

Dopo aver fatto la fotografia di rito, tentiamo di scendere per ammirare le due immense cascate dalla base, ma con un po’ di rammarico, scopriamo che non esiste sentiero per raggiungerla e così, sconsolati, ci dirigiamo verso le terze cascate della giornata: Tad Yuang.

Le cascate di Tad Yuang sono situate all’interno di un bellissimo parco (10 lak ingresso a persona + 5 lak motorino, 1,80€ circa) e sono visitabili sia nella parte bassa che nella parte alta. Vi sono sentieri ben tenuti e ben segnalati. Le cascate sono molto suggestive e lo sbattere dell’acqua sulle rocce provoca una nube di vapore acqueo molto fitta dalla quale parte uno stupendo arcobaleno! Subito siamo corsi a cercare la pentola piena d’oro, ma sicuramente qualche italiano se l’era già imboscata 😉 unica nota negativa è che qui non si può fare il bagno.

Tad Yuang - Bolaven Plateau
Tad Yuang – Bolaven Plateau

Felici di quanto visitato ritorniamo a Pakse e dopo aver riconsegnato il mitico Honda Wave al nostro amico noleggiatore, ci concediamo una cena con riso, verdure e pollo ed un mega frullatone di mela (totale 75.000 lak, circa 8,30€).

Giorno 57/365 – Don Det

Ore 6:45 sveglia, facciamo colazione e decidiamo di lasciare la nostra amata Pakse in direzione estremo sud: “4000 isole”.
La località 4000 Islands è composta da un numero imprecisato di isole sul fiume Mekong, di cui solo le più grandi sono “abitate”. Alcuni degli innumerevoli isolotti più piccoli, invece, possono venire sommersi durante la stagione umida… Noi decidiamo di raggiungere l’isola di Don Det, seconda in grandezza dopo Don Khao.
Il minivan parte puntuale alle 8:00 e, nel giro di un paio d’ore, ci conduce fino a Nakasang. Da li prendiamo una barca in bamboo (una sorta di canoa spinta da un motore monocilindrico senza silenziatore sullo scarico… veramente assordante!) e con essa raggiungiamo il miniporticciolo di Don Det.
Il caldo è asfissiante ed il fiume Mekong appare di un colore marrone intenso… giunti sull’isola vediamo dei ragazzi biondissimi e tatuatissimi (probabilmente australiani dall’accento) a mollo nel fiume, adagiati su delle ciambellone che ricordano molto i copertoni usati di un Panda. Che coraggio ragazzi, o che follia… il Mekong è uno dei 10 fiumi più inquinati al mondo!
Dopo aver bevuto un buon frullato all’ananas ricco di vitamine, iniziamo la ricerca di un alloggio per la notte e troviamo sistemazione nella Ngouphin guest house, che dispone in realtà di colorati bungalow.

Verso l'isola di Don Det
Verso l’isola di Don Det

La casetta è in legno, proprio in riva al fiume: è graziosa ed essenziale. Ci sono un tavolino, due amache, un letto con zanzariera, un bagno con turca ed una canna dell’acqua fredda per lavarsi ed… un gatto (miao). A guardare pulizia e comfort non è il massimo, ma è molto economica (2 euro a notte a persona) e quindi decidiamo di accettare. Per pranzo andiamo nel ristorante indiano lì vicino dove per 30.000 lak a testa (3,30€) ci viene servita una zuppetta di pomodori e patate speziatissima e bollente accompagnata da cheese naan e garlic naan, non male dai. Cerchiamo di passeggiare un po’ per la città per smaltire un attimo la pesantezza post pranzo, ma i quasi 40°C esterni e l’umidità esagerata ci obbligano a tornare nella nostra casetta in legno per passare il pomeriggio sull’amaca.
Ore 19:00, orario aperitivo! Il sole è calato, il clima è quasi umano, e ci lanciamo alla ricerca di un locale con della gente… l’impresa non è semplice, perché l’isola è quasi deserta, ci saranno una ventina di turisti in totale.
Tra i tanti localini vicino al porticciolo ci colpisce Adam’s bar. Il locale è “frequentato” (una decina di persone) e sono presenti numerosi divanetti e materassi dove la gente è seduta, sdraiata o addirittura svaccata come se non ci fosse un domani! Uno schermo LCD proietta film, serie TV e cartoni animati del tipo Griffin e South Park, il tutto in lingua inglese e sottotitolato. Eccellente. Hanno inoltre un’ampia scelta di cibo, bevande e dolci: ci buttiamo su un “gozzissimo” (termine altamente tecnico per indicare un alimento notoriamente sano, per nulla ipercalorico ma al contempo gustoso) dolce al cioccolato, fatto a mano, da 35.000 lak (3,90€)! Che bontà. Veniamo colpiti dal fatto che sono presenti numerosi cartelli che invitano a rendere “happy” il cibo (per 20.000 lak in più, ovvero 2,20€) e la permanenza sull’isola… in quel momento realizziamo che sono presenti cartine sul bancone ed in molti fumano la Shisha (il narghilè) o bong in legno… ma siamo in Laos o ad Amsterdam? 😉

Giorno 58/365 – Don Det

Ci svegliamo pieni di buone intenzioni e desiderosi fare il giro dell’isola ma è troppo caldo anche oggi… dopo una mezz’ora di passeggiata, sconfitti, torniamo sull’amaca e trascorriamo lì la mattinata.
Il pomeriggio invece torniamo all’Adam’s bar dove trasmettono una maratona di Griffin e vendono birra alla spina a 10.000 lak (1,10€).
Dopo mille mila puntate ci godiamo il tramonto sul fiume (“flash flash”), una cena a base di pollo piccante e poi nanna tra gechi, scarafaggi, zanzare giganti e qualunque tipo di insetto ronzante.

Prossima tappa: Stung Treng (Cambogia), non perdetevela!

Tramonto sul Mekong - Don Det
Tramonto sul Mekong – Don Det

2 thoughts on “Diario di viaggio: Pakse e Don Det (Laos)

  1. Ciao viaggiatori è un po’ che non mi faccio sentire però vi seguo sempre, vedendo le foto i posti sono da favola magari viverli con afa e caldo un po’ meno. Un caloroso (in tema) saluto Angelo

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